Tuesday 17 October 2017 09:12:05

Giurisprudenza  Uso del Territorio: Urbanistica, Ambiente e Paesaggio

Ristrutturazione edilizia: la ricostruzione normativa e giurisprudenziale del Consiglio di Stato 

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 12.10.2017

Questa Sezione ha più volte, e di recente, affermato – anche in relazione ai successivi mutamenti normativi e con considerazioni che si intendono riportate e confermate nella presente sede – quali siano i tratti caratterizzanti dell’intervento qualificabile come “ristrutturazione edilizia”, ai sensi dell’art. 3, lett. d), DPR n. 380/2001 (Cons. Stato, sez. IV, 2 febbraio 2017 n. 443; Id, 20 aprile 2017 n. 1847).

Occorre comunque ricordare che il legislatore nazionale - riprendendo una anteriore definizione contenuta nel’art. 31, co. 1, lett. d) della l. n. 457/1978 – ha dedicato alla ristrutturazione edilizia l’art. 3, co. 1, lett. d) del Testo Unico dell’edilizia (DPR n. 380/2001), “aggiungendo” ulteriori riferimenti nell’art. 10, lett. c) del medesimo Testo Unico.

Tali disposizioni, tuttavia, sono state oggetto di plurimi interventi modificativi ed integrativi, di modo che, al fine di verificare la rispondenza del concreto intervento edilizio al tipo normativo, occorre di volta in volta individuare la norma vigente al momento del conseguimento del titolo edilizio.

Giova immediatamente precisare che, nel corpus normativo dedicato alla “ristrutturazione edilizia” (almeno fino alla novella del 2013), sono presenti due distinti tipi di ristrutturazione:

- la ristrutturazione edilizia cd. “conservativa”, che può comportare anche l’inserimento di nuovi volumi o modifica della sagoma;

- la ristrutturazione edilizia cd. “ricostruttiva”, attuata mediante demolizione, anche parziale, e ricostruzione, nel rispetto del volume e della sagoma dell’edificio preesistente, con la conseguenza che, in difetto, viene a configurarsi una nuova costruzione (Cons. Stato, sez. V, 5 dicembre 2014 n. 5988).

Tali due distinte figure di ristrutturazione edilizia trovano la loro fonte entrambe nel citato art. 3, co. 1, lett. d) DPR n. 380/2001, risolvendosi il successivo art. 10, lett. c), solo in una norma di indicazione dei casi di ristrutturazione sottoposti a permesso di costruire.

La giurisprudenza amministrativa ha analizzato la tipologia della “ristrutturazione edilizia” (anche al fine di distinguerla dalla ipotesi di nuova costruzione, di cui alla successiva lett. e) dell’art. 3, co. 1 DPR n. 380/2001), tenendo innanzi tutto presenti le distinte (ed innanzi riportate) ipotesi di ristrutturazione indicate dal legislatore.

In generale, si è affermato che la ristrutturazione edilizia si caratterizza per la diversità dell’organismo edilizio prodotto dall’intervento di trasformazione rispetto al precedente (Cons. Stato, sez. VI, 14 ottobre 2016 n. 4267 e 27 aprile 2016 n. 1619; sez. V, 12 novembre 2015 n. 5184) e che essa si distingue dalla nuova costruzione perché mentre quest’ultima presuppone una trasformazione del territorio, la ristrutturazione è invece caratterizzata dalla preesistenza di un manufatto, in quanto tale trasformazione vi è in precedenza già stata (Cons. Stato, sez. IV, 7 aprile 2015 n. 1763; 12 maggio 2014 n. 2397; 6 dicembre 2013 n. 5822; 30 marzo 2013, n. 2972).

In particolare, è con riferimento alla ipotesi di ristrutturazione “ricostruttiva” che è richiesta identità di volumetria e di sagoma (Cons. Stato, sez. IV, 7 aprile 2015 n. 1763; 9 maggio 2014 n. 2384; 6 luglio 2012 n. 3970), affermandosi altresì che, in difetto, si configura una nuova costruzione, con la conseguente applicabilità anche delle norme sulle distanze (Cons. Stato, sez. IV, 30 maggio 2013 n. 2972; 12 febbraio 2013 n. 844). 

2.2. Con specifico riferimento alla successione di norme del tempo (per la parte che rileva nella presente sede), occorre ricordare che l’art. 3, co. 1, lett. d) , nel suo testo originario, prevedeva che fossero interventi di “ristrutturazione edilizia”, quelli 

“rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e successiva fedele ricostruzione di un fabbricato identico, quanto a sagoma, volumi, area di sedime e caratteristiche dei materiali, a quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica”.

Già dal testo originario, dunque, erano presenti, come si è detto, due tipologie di ristrutturazione edilizia, identiche quanto alla finale realizzazione di un “organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente”, ma distinte dalla presenza (o meno) della demolizione (anche parziale) del fabbricato preesistente. Quest’ultima, ove effettuata, per poter rientrare nel campo della ristrutturazione edilizia (e non già della nuova costruzione), doveva concludersi con la “fedele ricostruzione di un fabbricato identico”, al punto da avere identità di sagoma, volume, area di sedime e, in generale, caratteristiche dei materiali.

Il successivo DPR 27 dicembre 2002 n. 301 ha apportato alla definizione (di cui all’art. 3) alcune modifiche, con il risultato di affermare che, nel caso di demolizione e ricostruzione, per potersi definire l’intervento quale “ristrutturazione edilizia”, lo stesso doveva portare ad un manufatto “con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica”.

Come è dato osservare, con il nuovo testo il legislatore ha abbandonato sia lo specifico riferimento alla identità di area di sedime e di caratteristiche dei materiali, sia il più generale concetto di “fedele ricostruzione” (non potendo quest’ultimo, a tutta evidenza, essere più ribadito una volta che non sono più richieste le predette caratteristiche). 

Infine, il legislatore è nuovamente intervenuto sulla disposizione in esame, in particolare con l'art. 30, comma 1, lett. a), D.L. 21 giugno 2013, n. 69, convertito dalla L. 9 agosto 2013, n. 98.

Attualmente, quindi, sono "interventi di ristrutturazione edilizia", gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell'edificio, l'eliminazione, la modifica e l'inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell'ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica nonché quelli volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a vincoli ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modificazioni, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino di edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia soltanto ove sia rispettata la medesima sagoma dell'edificio preesistente”.

Come è dato osservare, con particolare riferimento alla ristrutturazione edilizia cd. ricostruttiva, l’unico limite ora previsto è quello della identità di volumetria, rispetto al manufatto demolito, salve “innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica” , e ad eccezione degli immobili sottoposti a vincolo ex d. lgs. n. 42/2004, per i quali è altresì prescritto il rispetto della “medesima sagoma di quello preesistente”.

 Tanto precisato in ordine alla definizione di “ristrutturazione edilizia”, occorre osservare che il nuovo manufatto, se può sottrarsi ai limiti, precedentemente previsti, del rispetto dell’area di sedime e della sagoma, non di meno anche in tali casi è certamente tenuto al rispetto del limite delle distanze dal confine e/o da altri fabbricati, nel rispetto sia delle norme del codice civile sia di quelle previste dai regolamenti edilizi e dalla pianificazione urbanistica.

In sostanza:

- nel caso in cui il manufatto che costituisce il risultato di una ristrutturazione edilizia venga comunque ricostruito con coincidenza di area di sedime e di sagoma, esso – proprio perché “coincidente” per tali profili con il manufatto preesistente – potrà sottrarsi al rispetto delle norme sulle distanze innanzi citate, in quanto sostitutivo di un precedente manufatto che già non rispettava dette distanze (e magari preesisteva anche alla stessa loro previsione normativa). Come questa Sezione ha avuto modo di osservare (Cons. Stato, sez. IV, 14 settembre 2017 n. 4337), “la disposizione dell’art. 9 n. 2 D.M. n. 1444 riguarda “nuovi edifici”, intendendosi per tali gli edifici (o parti e/o sopraelevazioni di essi: Cons. Stato, sez. IV, 4 agosto 2016 n. 3522) “costruiti per la prima volta” e non già edifici preesistenti, per i quali, in sede di ricostruzione, non avrebbe senso prescrivere distanze diverse”.

- invece, nel caso in cui il manufatto venga ricostruito senza il rispetto della sagoma preesistente e dell’area di sedime, come pure consentito dalle norme innanzi indicate, occorrerà comunque il rispetto delle distanze prescritte, proprio perché esso – quanto alla sua collocazione fisica – rappresenta un novum, come tale tenuto a rispettare – indipendentemente dalla sua qualificazione come ristrutturazione edilizia o nuova costruzione – le norme sulle distanze".

Per saperne di più scarica la sentenza.

 

 

Testo del Provvedimento (Contenuto Riservato)

 

Se hai già aderito:

Entra

altrimenti per accedere ai servizi:    

Sostieni la Fondazione

 

Ultime Notizie

Giustizia e Affari Interni - Tuesday 18 January 2022 17:22:40

Consiglio di Stato: il discorso del Pres. Patroni Griffi in occasione della prima udienza della neo costituita Settima Sezione

segnalazione del discorso del Pres. del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi del 18.1.2022

Giustizia e Affari Interni - Tuesday 18 January 2022 16:18:34

La rapina è aggravata con l’uso della mascherina

La Seconda Sezione Penale della Corte dì Cassazione con la sentenza depositata in data 17 gennaio 2022 ha affermato che "Quanto alla possibi...

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti dell sentenza della Corte di Cassazione Sez. II Penale sentenza del 17.1.2022, n. 1712

Giustizia e Affari Interni - Tuesday 18 January 2022 14:52:41

Creazione di documenti d’identità falsi: la falsificazione grossolana esclude la punibilità

La giurisprudenza della Corte dì Cassazione - da ultimo richiamata nella sentenza depositata dalla Quinta Sezione Penale in data 17 gennaio...

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dì Cassazione Sez. v Penale del 17.1.2022, n. 1842

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Tuesday 18 January 2022 14:25:30

Abuso d’ufficio al RUP che non vigila e segnala il subappalto tra vecchio e nuovo Codice degli Appalti

 

La Sesta Sezione della Corte dì Cassazione con la sentenza depositata in data 17 gennaio 2022 ha annullato l...

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dì Cassazione Sez. VI del 17 gennaio 2022, n. 1606

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Tuesday 18 January 2022 12:09:20

Procedure concorsuali: la mancata previsione di prove suppletive, laddove vi sia stato impedimento oggettivo in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19, è omissione della “lex specialis” illogica e irragionevole

Il Tar Lazio, Roma Sez. III bis nella sentenza depositata in data 17 gennaio 2022 n. 463 ha affermato che "...

segnalazione della sentenza del TAR Lazio Roma del 17.1.2022 n. 463

Procedimento Amministrativo e Riforme Istituzionali - Tuesday 18 January 2022 11:36:56

Provvedimento con motivazione plurima: l’effetto annullatorio consegue solo in caso di accertata illegittimità di tutti i singoli profili

Il TRG dì Trento con la sentenza depositata in data 14 gennaio 2022 n. 3 ha, tra l’altro, richiamato la consolidata giurisprudenza a t...

segnalazione della sentenza del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento del 14.1.2022 n. 3

Unione Europea e Cooperazione Internazionale - Tuesday 18 January 2022 11:25:38

Cittadinanza italiana: la residenza legale sul territorio dello Stato italiano va accertata in conformità alla normativa in materia di anagrafe

la residenza legale sul territorio dello Stato italiano per un periodo ininterrotto di 10 anni, che rileva quale presupposto per ottener...

segnalazione della sentenza del Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Trento del 14.1.2022 n. 3

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Friday 14 January 2022 18:06:59

Attività agrituristica: la lettura evolutiva del Consiglio dì Stato

Si segnala la sentenza depositata in data 13 gennaio 2022 dalla Seconda Sezione del Consiglio dì Stato nella quale si afferma che “la...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio dì Stato Sez. II del 13.1.2022, n. 235

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Friday 14 January 2022 18:01:57

Concorso per professore universitario: i tre casi che consentono la piena sindacabilità delle valutazioni della Commissione esaminatrice

“è fermo in giurisprudenza il principio (cfr. Cons. St., VI, 18 maggio 2018 n. 3013) di piena sindacabilità, da parte di questo...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio dì Stato Sez. VI del 13.1.2022, n. 230

Procedimento Amministrativo e Riforme Istituzionali - Friday 14 January 2022 17:52:24

Pronunce di rito: la differenza tra la cessazione della materia del contendere e la sopravvenuta carenza di interesse

 

“l'art. 34 c.p.a., la cui rubrica reca “sentenze di merito”, dispone che “qualora nel corso del giudizio la...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio dì Stato Sez. VI del 13.1.2022, n. 230

Top