Monday 05 November 2018 16:27:48

Giurisprudenza  Giustizia e Affari Interni

Armi e munizioni: il potere del Prefetto di vietare la detenzione

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 31.10.2018

La controversia giunta innanzi al Consiglio di Stato concerne la legittimità del decreto con il quale il Prefetto di Firenze ha disposto nei confronti dell’appellato il divieto di detenzione di armi di ogni genere a qualsiasi titolo con obbligo di immediata consegna di tutte le armi eventualmente possedute alla Stazione dei Carabinieri per la custodia. La sentenza di primo grado, accogliendo il ricorso, ha annullato il decreto prefettizio de quo, ritenendo che, pur se il Prefetto in materia dispone di un potere ampiamente discrezionale nel valutare qualsiasi circostanza che suggerisca di vietare la detenzione di armi ai privati, tuttavia, nel caso concreto, gli elementi di fatto indicati nelle premesse del provvedimento (ed analizzati puntualmente dal giudice di primo grado) non sarebbero stati sufficienti, ai sensi dell’art.39 TULPS, a sostenere una valutazione negativa circa l’affidabilità dell’appellato nel corretto uso delle armi.

Ad avviso del Consiglio di Stato l’iter argomentativo del giudice di primo grado non appare condivisibile. “Infatti, premesso che l’art.39 TULPS (modificato dal D.LGS. n.121/2013) stabilisce che “il Prefetto ha facoltà di vietare la detenzione di armi, munizioni e materie esplodenti, denunciate ai termini dell’articolo precedente, alle persona ritenute capaci di abusarne”, correttamente il Ministero appellante rileva che nel nostro ordinamento la detenzione di armi rappresenta una eccezione al generale divieto di possesso di armi da parte dei privati, speculare alla circostanza che la detenzione ed il porto delle medesime sono sottoposte a specifici procedimenti autorizzativi, dettati dallo stesso Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza- TULPS.

2.3.Quindi, come ha rilevato la consolidata giurisprudenza di questo Consiglio di Stato, poiché la valutazione sulla affidabilità del soggetto nel corretto uso dell’arma corrisponde ad un interesse generale primario quale quello alla tutela pubblica incolumità, appare evidente che, nell’ambito di una valutazione complessiva dei vari profili della posizione soggettiva di un privato, la circostanza che l’interessato sia stato oggetto della misura cautelare degli arresti domiciliari va ritenuta, in via di principio, di per se stessa ragione idonea a sostegno di un giudizio di “non affidabilità”(vedi CdS n.5398/2014). (…) D’altra parte, poiché la valutazione del Prefetto, in questi casi, ha natura ampiamente discrezionale, essendo volta a prevenire il pericolo per la pubblica incolumità, e non a perseguire fini sanzionatori, il giudizio di affidabilità nel corretto uso dell’arma non può prescindere (come invece asserisce l’appellato) dalla verifica anche della sussistenza in capo al privato del dovere di “buona condotta”, requisito previsto, in via di principio, dall’art.11 TULPS per il rilascio di tutte le tipologie dell’autorizzazione di polizia ai privati (giurisprudenza consolidata, vedi ex multis CdS n. 4664/2016 e n.3813/2006).

Infatti l'art. 11 dispone che "Salve le condizioni particolari stabilite dalla legge nei singoli casi, le autorizzazioni di polizia debbono essere negate:

1) a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione;

2) a chi è sottoposto all'ammonizione o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza.

Le autorizzazioni di polizia possono essere negate a chi ha riportato condanna per delitti contro la personalità dello Stato o contro l'ordine pubblico, ovvero per delitti contro le persone commessi con violenza, o per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione, o per violenza o resistenza all'autorità, e a chi non può provare la sua buona condotta.

Le autorizzazioni devono essere revocate quando nella persona autorizzata vengono a mancare, in tutto o in parte, le condizioni alle quali sono subordinate, e possono essere revocate quando sopraggiungono o vengono a risultare circostanze che avrebbero imposto o consentito il diniego della autorizzazione".

Inoltre nella analoga materia del porto d’armi, l’art. 43 dispone che, oltre a quanto è stabilito dall'art. 11, la licenza di porto d’armi non può essere rilasciata, non solo a coloro che sono stati condannati per determinati delitti (ipotesi tipizzate), ma anche (con clausola generale,formula di chiusura) “a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi".In conseguenza (vedi ex multis Cons. Stato, Sez. III, 14/12/2016, n. 5272) “da tale quadro normativo, emerge che il legislatore ha individuato i casi in cui l'Autorità amministrativa è titolare di poteri strettamente vincolati (ai sensi dell'art. 11, primo comma e terzo comma, prima parte, e dell'art. 43, primo comma, che impongono il divieto di rilascio di autorizzazioni di polizia ovvero il loro ritiro) e quelli in cui, invece, è titolare di poteri discrezionali (ai sensi dell'art. 11, secondo comma e terzo comma, seconda parte, e dell'art. 39 e 43, secondo comma) (vedi ancora Cons. Stato, Sez. III, 10 novembre 2016, n. 4664; Sez. III, 14 ottobre 2016, n. 4262; Sez. III, 3 maggio 2016, n. 1727; Sez. III, 7 marzo 2016, n. 922; Sez. III, 1° agosto 2014, n. 4121; Sez. III, 12 giugno 2014, n. 2987)” Per continuare vai alla sentenza integrale.

 

Testo del Provvedimento (Contenuto Riservato)

 

Se hai già aderito:

Entra

altrimenti per accedere ai servizi:    

Sostieni la Fondazione

 

Ultime Notizie

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Wednesday 27 July 2022 12:01:35

COMPARTO FUNZIONI CENTRALI - Quesito su trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale prima del compimento del periodo di prova.

ARAN Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Wednesday 27 July 2022 12:00:22

COMPARTO FUNZIONI LOCALI 2016-2018- Quesito su modalità di finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato delle posizioni organizzative.

ARAN Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Wednesday 06 July 2022 06:26:18

AREA ISTRUZIONE E RICERCA - Quesito su mantenimento dell’assegno ad personam di cui all’art. 58, commi 2 e 3 del CCNL Area V, dell’11.04.2006. Casistiche.

ARAN Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Wednesday 06 July 2022 06:23:16

AREA DELLE FUNZIONI LOCALI 2016-2018 - Quesito su modalità di applicazione dell’istituto del “galleggiamento” di cui all’art. di cui all’art. 41, comma 4, del CCNL 16/05/2001 dei Segretari comunali e provinciali.

ARAN Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

Procedimento Amministrativo e Riforme Istituzionali - Thursday 23 June 2022 14:33:53

Silenzio della P.A.: la regola di cui all’art. 2 comma 9 quinquies della legge n. 241/1990

 

La regola ex art. 2, co. 9-quinquies della l. 241/1990 imponendo per i provvedimenti rilasciati in ritardo su istanza di parte l&rsq...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 23.06.2022, n. 5186

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Thursday 23 June 2022 14:05:04

Procedura di gara: la gradazione e frasi abilità del punteggio

La giurisprudenza del Consiglio di Stato ha affermato sia la non graduabilità del punteggio laddove non previsto dalla lex specialis (cfr. C...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 23.06.2022, n. 5190

Procedimento Amministrativo e Riforme Istituzionali - Thursday 23 June 2022 13:56:33

La presentazione di memorie ai sensi dell'art. 10 bis della legge n. 241 del 1990 non impone la puntuale e analitica confutazione delle osservazioni

"La presentazione di memorie ai sensi dell'art. 10 bis della l. n. 241 del 1990 non impone la puntuale e analitica confutazione delle osservazi...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. II del 22.06.2022, n. 5157

Giustizia e Affari Interni - Wednesday 22 June 2022 16:20:31

Diniego di rinnovo del permesso di soggiorno: la valutazione complessiva ed attuale sulla pericolosità sociale dello straniero

“laddove non risultino nei confronti dello straniero condanne per i reati ostativi tassativamente previsti dall’art. 4, comma 3, T.U. I...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 22.06.2022, n. 5166

Uso del Territorio: Urbanistica, Ambiente e Paesaggio - Wednesday 22 June 2022 10:20:31

Edilizia e urbanistica – Impianti di telecomunicazione – Stazioni radio base – Permesso di costruire – Prescrizione – Limitazioni in altezza – Deve esser motivata e ragionevole

L’introduzione, da parte di un Comune, di una misura di governo del territorio come la previsione dell’altezza massima di una stazione...

segnalazione della sentenza (TRGA di Trento) del 10 giugno 2022 n. 111 - Pres. Rocco - Est. Polidori

Uso del Territorio: Urbanistica, Ambiente e Paesaggio - Wednesday 22 June 2022 10:18:57

Edilizia e urbanistica – Impianti di telecomunicazione – Stazioni radio base – Permesso di costruire – Comune territorialmente competente – Compatibilità dell’intervento sotto il profilo del decoro urbano – CEC – Qualità architettonica

Spetta al Comune territorialmente competente il rilascio del permesso di costruire, per la realizzazione di un impianto ospitante una stazione radi...

segnalazione della sentenza (TRGA di Trento) del 10 giugno 2022 n. 111 - Pres. Rocco - Est. Polidori

Copyright © 2016 Gazzetta Amministrativa | All Rights Reserved | Privacy - Note Legali
Via Giovanni Nicotera, 29 - 00195 - Roma.
Partita Iva: 14140491003 - Codice Fiscale: 97910230586
Top