Monday 29 May 2017 10:20:58

Giurisprudenza  Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza

Interdittiva antimafia: il concreto pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 24.5.2017

La Terza Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza del 24 maggio 2017 ha richiamato l'indirizzo giurisprudenziale a tenore del quale "la misura dell’interdittiva antimafia può essere emessa dall’Amministrazione in una logica di anticipazione della soglia di difesa dell’ordine pubblico economico e non postula, come tale, l’accertamento in sede penale di uno o più reati che attestino il collegamento o la contiguità dell’impresa con associazioni di tipo mafioso, potendo basarsi anche sul solo rilievo di elementi sintomatici che dimostrino il concreto pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata ( CdS sez III n. 4441/2014)." Per approfondire scarica la sentenza.

 

Testo del Provvedimento (Apri il link)


Pubblicato il 24/05/2017

N. 02447/2017REG.PROV.COLL.

N. 08872/2016 REG.RIC.

logo

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 8872 del 2016, proposto da: 
-OMISSIS- di -OMISSIS-, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Rocco Iemma, Francesco Izzo, Maria Ida Leonardo, con domicilio eletto presso lo studio Angelo Clarizia in Roma, via Principessa Clotilde, 2; 

contro

Ministero dell'Interno, U.T.G. - Prefettura di Vibo Valentia, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Gen.Stato, domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12; 
Regione Calabria, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Fabio Postorino, con domicilio eletto presso lo studio Giuseppe Morabito in Roma, via Matteo Boiardo n. 12; 
Arcea Agenzia Regione Calabria Per Le Erogazioni in Agricoltura non costituito in giudizio; 

per la riforma della sentenza del T.A.R. CALABRIA - CATANZARO :SEZIONE I n. 01328/2016, resa tra le parti, concernente informativa interdittiva antimafia di cui al decreto -OMISSIS- del Prefetto di Vibo Valentia e conseguente revoca del contributo comunitario, di cui al decreto Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, n.7717/2013, - risarcimento danni

 

 

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Ministero dell'Interno e di U.T.G. - Prefettura di Vibo Valentia e di Regione Calabria;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 27 aprile 2017 il Cons. Sergio Fina e uditi per le parti gli avvocati Francesco Izzo, Maria Ida Leonardo, Amina L'Abbate su delega di Fabio Postorino e l'avvocato dello Stato Attilio Barbieri;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

 

 

FATTO e DIRITTO

E’ impugnata la sentenza del Tar del Calabria-Catanzaro – n. 1328/2016 con la quale è stato rigettato il ricorso avverso provvedimento d’interdittiva antimafia ex art. 10 DPR n. 252/1998, emessa dalla Prefettura di Reggio Calabria.

Con l’appello in esame, si lamenta l’erroneità della sentenza e l’illegittimità degli atti impugnati per i seguenti motivi:

- violazione dell’art. 3 della l. n. 241/1990; carenza e/o illogicità della motivazione; Eccesso di potere per illogicità e irragionevolezza, carenza d’istruttoria, ingiustizia grave e manifesta; violazione di precedente giudicato (sent.Tar Calabria n. 975/2012).

La sentenza non avrebbe considerato che gli atti indicati nella informativa impugnata, contengono una mera sommatoria di elementi eterogenei non unitariamente considerati, carenti di pregnante contenuto e privi di effettivo valore indiziario (meri dati di fatto, sempre identici) e in sostanza essa, secondo l’appellante, si risolverebbe in un’elencazione di elementi e di risultanze procedimentali, senza alcuna rielaborazione concettuale.

Aggiunge l’appellante che il Tar con sentenza n. 975/2012, pronunciandosi su una precedente, ma identica interdittiva, aveva ritenuto non sufficiente, sotto l’aspetto della motivazione, il mero rapporto di parentela e/o di coniugio di amministratori o soci di un’impresa con soggetti malavitosi. Con la nuova informativa prefettizia, la Prefettura si è limitata a trascrivere parte delle informazioni trasmesse dai Carabinieri nel dicembre 2012, elementi di contenuto identico a quelle rese nella precedente informativa annullata dalla pronuncia suindicata.

Resiste in giudizio l’Amministrazione intimata, anzitutto eccependo l’inammissibilità dell’appello per omessa impugnazione della sentenza non definitiva n. 1978/2014 ed inoltre, contestando tutte le argomentazioni avversarie e concludendo per il rigetto dell’impugnazione.

Ritiene al riguardo il Collegio, di dover, anzitutto, respingere l’eccezione d’inammissibilità suindicata, atteso che detta pronuncia non definitiva, si è limitata a rigettare- in sede di esecuzione del giudicato - la domanda di nullità della nuova informativa per violazione del precedente giudicato, trattandosi di provvedimento non confermativo, ma sorretto da una nuova valutazione –( ved. sent. n. 975/2012) –e a disporre, per la parete residua, la conversione, in rito, del ricorso di ottemperanza in azione impugnatoria, ai sensi dell’art. 32 c.p.a..

Venendo al merito delle questioni poste occorre, in primo luogo, richiamare l’indirizzo più volte affermato anche da questa Sezione, secondo il quale la misura dell’interdittiva antimafia può essere emessa dall’Amministrazione in una logica di anticipazione della soglia di difesa dell’ordine pubblico economico e non postula, come tale, l’accertamento in sede penale di uno o più reati che attestino il collegamento o la contiguità dell’impresa con associazioni di tipo mafioso, potendo basarsi anche sul solo rilievo di elementi sintomatici che dimostrino il concreto pericolo di infiltrazioni della criminalità organizzata ( CdS sez III n. 4441/2014).

Ciò posto, rileva il Collegio, che il contestato provvedimento d’interdittiva, appare emanato in conformità ai parametri valutativi sopra indicati. 

Infatti è necessario, anzitutto, sottolineare che la precedente interditiva, annullata in sede giurisdizionale, era datata 4.01.2011 e dunque non poteva contenere gli elementi informativi aggiornati, i quali hanno condotto ad una nuova valutazione e all’emissione dell’informativa prefettizia – -OMISSIS- - di cui all’odierna controversia.. 

Nella nuova determinazione, l’Amministrazione, oltre a riportare i dati in precedenza già emersi e cioè :

- il legame familiare con una delle articolazioni del “clan mafioso dei -OMISSIS-” di -OMISSIS-, di cui erano capostipiti -OMISSIS-e -OMISSIS-, genitori della -OMISSIS-;

- la circostanza che presso -OMISSIS-” aveva prestato servizio il sig. -OMISSIS-, gravato da pregiudizi penali e che inoltre -OMISSIS-era gestita dalla -OMISSIS-, unitamente al marito -OMISSIS-, soggetto sul conto del quale figuravano numerosi precedenti di polizia;

- l’indagine, nei confronti della -OMISSIS-, avviata dalla Procura della Repubblica nel 1996 presso il Tribunale di Catanzaro per associazione di tipo mafioso, poi archiviata dal GIP;

- le risultanze della Banca Dati Interforze, da cui emergeva il deferimento della -OMISSIS- all’Autorità Giudiziaria per i reati di “abusivismo edilizio e falsità ideologica in atto pubblico”;

erano ,poi, venuti in rilievo ulteriori dati significativi riguardanti la comproprietà di beni immobili con vari soggetti, quali -OMISSIS-(nato a -OMISSIS- il -OMISSIS-, sul cui conto(Banca Dati Interforze) figurano precedenti di polizia per associazione semplice ed usura e -OMISSIS-, sul cui conto (BDI) figuravano vicende di polizia per associazione di tipo mafioso, associazione semplice e truffa.

Nella fattispecie “il rapporto di parentela tra la -OMISSIS- ed i soggetti sopra indicati, assume valenza affatto marginale, atteso che l’interdittiva risulta fondata sull’evidente ed incontroversa comunanza di interessi che intercorreva fra tutti i componenti della famiglia, nei territori di -OMISSIS-e -OMISSIS-, ove la cosca” -OMISSIS-” era egemone.

In definitiva il quadro indiziario valutato dall’Autorità prefettizia al momento dell’adozione dell’interdittiva di che trattasi si rivela, per l’effetto, sufficientemente analitico e puntuale.

Ne deriva che i motivi d’impugnazione devono ritenersi tutti infondati e che pertanto l’appello deve essere respinto.

Le spese, tenuto conto dello sviluppo complessivo della vicenda, possono interamente compensarsi tra le parti.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sull'appello, come in epigrafe proposto, lo respinge

Spese compensate

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 27 aprile 2017 con l'intervento dei magistrati:

 

 

Lanfranco Balucani, Presidente

Raffaele Greco, Consigliere

Massimiliano Noccelli, Consigliere

Pierfrancesco Ungari, Consigliere

Sergio Fina, Consigliere, Estensore

 

 

 

 

     
     
L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE
Sergio Fina   Lanfranco Balucani
     
     
     
     
     

IL SEGRETARIO

 

Ultime Notizie

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Friday 26 June 2020 15:43:51

COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA- Quesito su modalità di fruizione dei permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge n. 104/1992

 

ARAN Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Friday 26 June 2020 15:38:08

CONTRATTI QUADRO - PREROGATIVE SINDACALI - Quesito su riproporzionamento dei permessi ex art. 33 della legge 104/1992 in caso di distacco sindacale “part-time”

ARAN Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

Procedimento Amministrativo e Riforme Istituzionali - Monday 15 June 2020 12:21:53

Revocazione della sentenza: l’errore di fatto

Ai sensi degli artt. 106, comma 1, c.p.a e 395, comma 1, n. 4) c.p.c., la revocazione è proponibile “se la sentenza è l'effetto...

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 15.6.2020, n. 3837

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Monday 15 June 2020 12:12:32

Concorsi pubblici: no all’esclusione per deficit di statura nelle Forze Armate e Vigili del Fuoco

La questione portata all’attenzione della Ted a Sezione del Consiglio di Stato è stata ripetutamente affrontata dalla più...

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 15.6.2020, n. 3845

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Monday 20 January 2020 08:37:00

Concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative: il Comune quale autorità competente

L’autorità competente al rilascio delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico – ricreative è, nel...

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 17.1.2020, n. 00431

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Monday 20 January 2020 08:22:30

Contratti di locazione di immobili adibiti ad uso diverso da abitazione stipulati da una pubblica amministrazione: le problematiche sul rinnovo tacito alla scadenza

Con il primo motivo la società appellante sostiene che ai sensi dell’art. 29 della l. 27 luglio 1978, n. 392, per gli immobili adibiti...

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 17.1.2020, n. 00433

Giustizia e Affari Interni - Monday 20 January 2020 08:05:02

L’abbaglio dei sensi nell’errore di fatto revocatorio

Per consolidata giurisprudenza (cfr., fra le tante, Cons. Stato, V, 30 ottobre 2015, n. 4975; IV, 21 aprile 2017, n. 1869; Ad. plen., 27 luglio 201...

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 17.1.2020, n. 00434

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Sunday 19 January 2020 17:34:50

Farmacie: l’Adunanza Plenaria si pronuncia in tema di concorso straordinario per l’attribuzione di sedi farmaceutiche

L’art. 11, comma 5, d.l. n. 1 del 2012, convertito in l. n. 27 del 2012, ha inteso riaffermare la regola dell’alternatività nell...

segnalazione della nota della Giustizia Amministrativa alla sentenza del Consiglio di Stato Adunanza Plenaria del 17.1.2020, n. 1

Uso del Territorio: Urbanistica, Ambiente e Paesaggio - Sunday 19 January 2020 17:11:05

Abbattimento delle barriere architettoniche e tutela degli immobili di interesse storico e architettonico: le condizioni per il diniego

Ai sensi dell’art. 4, l. 9 gennaio 1989, n. 13, l’amministrazione può negare l’autorizzazione per realizzare opere edilizi...

segnalazione della nota della Giustizia Amministrativa alla sentenza del Consiglio di Stato Sez. II del 14.1. 2020, n. 355

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Sunday 19 January 2020 17:00:35

Autonomia dell'accertamento della dipendenza dell'infermità da causa di servizio ai fini del riconoscimento della pensione privilegiata e della concessione dell'equo indennizzo

L’art. 12, d.P.R. 29 ottobre 2001‚ n. 461, nella parte in cui dispone che il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio dell'...

segnalazione della nota della Giustizia Amministrativa alla sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 8.1.2020, n. 00142

Copyright © 2016 Gazzetta Amministrativa | All Rights Reserved | Privacy - Note Legali
Via Giovanni Nicotera, 29 - 00195 - Roma.
Partita Iva: 14140491003 - Codice Fiscale: 97910230586
Top