Wednesday 03 April 2019 10:09:25

Giurisprudenza  Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza

Infiltrazione mafiosa: il diniego di iscrizione nella cd white list

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 3.4.2019

La,controversia giunta innanzi alla Terza Sezione del Consiglio di Stato concerne l’impugnazione del diniego di iscrizione nell'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa di cui all'art. 1, comma 52, l. n. 190 del 2012 (cd. white list), per contiguità con gli ambienti della criminalità organizzata, desunta dalla presenza, negli archivi delle forze dell’ordine, di controlli dei ricorrenti in compagnia di pregiudicati.

Con la sentenza del 3 aprile 2019 il Consiglio di Stato ha preliminarmente chiarito che “il diniego di iscrizione nell'elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (cd. white list) é disciplinato dagli stessi principi che regolano l’interdittiva antimafia, in quanto si tratta di misure volte alla salvaguardia dell'ordine pubblico economico, della libera concorrenza tra le imprese e del buon andamento della Pubblica amministrazione (Cons. St., sez. I, 1 febbraio 2019, n. 337; id. 21 settembre 2018, n. 2241).

Ha chiarito la Sezione (20 febbraio 2019, n. 1182; 24 gennaio 2018, n. 492) che le disposizioni relative all'iscrizione nella cd. white list formano un corpo normativo unico con quelle dettate dal codice antimafia per le relative misure antimafia (comunicazioni ed informazioni) tanto che, come chiarisce l'art. 1, comma 52-bis, l. n. 190 del 2012, introdotto dall'art. 29, comma 1, d.l. n. 90 del 2014, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 114 del 2014, "l'iscrizione nell'elenco di cui al comma 52 tiene luogo della comunicazione e dell'informazione antimafia liberatoria anche ai fini della stipula, approvazione o autorizzazione di contratti o subcontratti relativi ad attività diverse da quelle per la quali essa è stata disposta"; “l'unicità e l'organicità del sistema normativo antimafia vietano all'interprete una lettura atomistica, frammentaria e non coordinata dei due sottosistemi - quello della cd. white list e quello delle comunicazioni antimafia - che, limitandosi ad un criterio formalisticamente letterale e di cd. stretta interpretazione, renda incoerente o addirittura vanifichi il sistema dei controlli antimafia”.

Come di recente ribadito dalla Sezione (30 gennaio 2019, n. 758, riprendendo un ormai consolidato orientamento del giudice di appello), l’informazione antimafia implica una valutazione discrezionale da parte dell’autorità prefettizia in ordine al pericolo di infiltrazione mafiosa, capace di condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa. Tale pericolo deve essere valutato secondo un ragionamento induttivo, di tipo probabilistico, che non richiede di attingere un livello di certezza oltre ogni ragionevole dubbio, tipico dell’accertamento finalizzato ad affermare la responsabilità penale, e quindi fondato su prove, ma implica una prognosi assistita da un attendibile grado di verosimiglianza, sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, sì da far ritenere “più probabile che non”, appunto, il pericolo di infiltrazione mafiosa.

Ha aggiunto la Sezione (n. 758 del 2019) che lo stesso legislatore – art. 84, comma 3, d.lgs. n. 159 del 2011 – ha riconosciuto quale elemento fondante l’informazione antimafia la sussistenza di “eventuali tentativi” di infiltrazione mafiosa “tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi delle -OMISSIS- o imprese interessate”. Eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa e tendenza di questi ad influenzare la gestione dell’impresa sono nozioni che delineano una fattispecie di pericolo, propria del diritto della prevenzione, finalizzato, appunto, a prevenire un evento che, per la stessa scelta del legislatore, non necessariamente è attuale, o inveratosi, ma anche solo potenziale, purché desumibile da elementi non meramente immaginari o aleatori.

Il pericolo di infiltrazione mafiosa è, dunque, la probabilità che si verifichi l’evento.

L’introduzione delle misure di prevenzione, come quelle qui in esame, è stata dunque la risposta cardine dell’Ordinamento per attuare un contrasto all’inquinamento dell’economia sana da parte delle imprese che sono strumentalizzate o condizionate dalla criminalità organizzata.

Una risposta forte per salvaguardare i valori fondanti della democrazia.

La sopra richiamata funzione di “frontiera avanzata” dell’informazione antimafia nel continuo confronto tra Stato e anti-Stato impone, a servizio delle Prefetture, un uso di strumenti, accertamenti, collegamenti, risultanze, necessariamente anche atipici come atipica, del resto, è la capacità, da parte delle mafie, di perseguire i propri fini. E solo di fronte ad un fatto inesistente od obiettivamente non sintomatico il campo valutativo del potere prefettizio, in questa materia, deve arrestarsi (Cons. St., sez. III, 30 gennaio 2019, n. 758).

In tale direzione la verifica della legittimità dell’informativa deve essere effettuata sulla base di una valutazione unitaria degli elementi e dei fatti che, visti nel loro complesso, possono costituire un’ipotesi ragionevole e probabile di permeabilità della singola impresa ad ingerenze della criminalità organizzata di stampo mafioso sulla base della regola causale del “più probabile che non”, integrata da dati di comune esperienza, evincibili dall’osservazione dei fenomeni sociali (qual è quello mafioso), e che risente della estraneità al sistema delle informazioni antimafia di qualsiasi logica penalistica di certezza probatoria raggiunta al di là del ragionevole dubbio (Cons. St., sez. III, 18 aprile 2018, n. 2343).

Ai fini della sua adozione, da un lato, occorre non già provare l'intervenuta infiltrazione mafiosa, bensì soltanto la sussistenza di elementi sintomatico-presuntivi dai quali – secondo un giudizio prognostico latamente discrezionale – sia deducibile il pericolo di ingerenza da parte della criminalità organizzata; d’altro lato, detti elementi vanno considerati in modo unitario, e non atomistico, cosicché ciascuno di essi acquisti valenza nella sua connessione con gli altri (Cons. St., sez. III, 18 aprile 2018, n. 2343).

Da quanto sopra esposto consegue che anche in relazione al diniego di iscrizione nella white list – iscrizione che presuppone la stessa accertata impermeabilità alla criminalità organizzata – è sufficiente il pericolo di infiltrazione mafiosa fondato su un numero di indizi tale da rendere logicamente attendibile la presunzione dell’esistenza di un condizionamento da parte della criminalità organizzata”. 

Per continuare nella,lettura vai alla sentenza integrale.

 

Testo del Provvedimento (Contenuto Riservato)

 

Se hai già aderito:

Entra

altrimenti per accedere ai servizi:    

Sostieni la Fondazione

 

Ultime Notizie

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Thursday 05 September 2019 11:40:30

Contratti pubblici: Obblighi di pubblicazione del testo integrale del contratto

È stato pubblicato il Comunicato del Presidente dell’Anac del 23 luglio 2019 che riporta le indicazioni in ordine all’obbligo di...

Segnalazione del comunicato dell’ANAC del 5.9.2019

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Thursday 05 September 2019 11:23:15

Tutela del lavoro e risoluzione di crisi aziendali: in Gazzetta Ufficiale il decreto legge

In G.U. n. 207 del 4 settembre 2019 è pubblicato il Decreto-Legge 3 settembre 2019, n. 101 recante “Disposizioni urgenti per la tutela...

segnalazione del decreto legge n. 101/2019 pubblicato sulla Gazzzetta Ufficiale n. 2017 del 4.9.2019

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Monday 29 July 2019 12:53:01

Noleggio con conducente: il potere di vigilanza dei Comuni sui conducenti di taxi

“La disciplina amministrativa del noleggio con conducente trova il suo fondamento nella legge 15 gennaio 1992, n. 21 (“Legge quadro per...

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. II del 29.7.2019, n. 5346

Pubblico Impiego e Responsabilità Amministrativa - Monday 29 July 2019 12:32:19

Luogotenenti e marescialli: la qualifica di luogotenente non è una promozione al grado superiore e può essere concessa solo con il perdurare del rapporto di servizio

Nel giudizio di primo grado il TAR TAR aveva ritenuto che quello di “luogotenente” sia un vero e proprio grado, non già una qual...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. II del 29.7.2019, n. 5349

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Monday 29 July 2019 12:17:49

Codice dei Contratti pubblici: l’impresa associata partecipa alle gare in base ai (e nei limiti dei) propri requisiti di qualificazione ancorché indipendentemente dalla quota di partecipazione

Nel giudizio giunto all'esame della Quinta Sezione del Consiglio di Stato l’appellante censura la sentenza di primo grado nella parte in cui,...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 29.7.2019, n. 5352

Uso del Territorio: Urbanistica, Ambiente e Paesaggio - Monday 29 July 2019 12:06:52

Occupazione di suolo pubblico: non si applicano le norme sulla partecipazione al procedimento ai piani di massima occupabilità

“Ai sensi dell’art. 13 della legge n. 241 del 1990, le norme sulla partecipazione procedimentale non trovano applicazione in relazione...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 29.7.2019, n. 5359

Uso del Territorio: Urbanistica, Ambiente e Paesaggio - Monday 29 July 2019 08:10:45

Le zone bianche e la ritipizzazione di suoli già sottoposti a vincolo espropriativo

Si segnala la sentenza del TAR Puglia, Bari depositata in data 19 luglio 2019 a tenore della quale "la giurisprudenza amministrativa ha afferma...

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del TAR Puglia Bari Sez. II del 19.7.2019, n. 1053

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Friday 05 July 2019 15:51:29

Regolamentazione dell'attività negoziale degli Enti Locali, fra provvisorietà del quadro normativo ed esigenze di certezza

Il Codice dei Contratti pubblici (D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50) ha, come è noto, disposto che, “Se la stazione appaltante è un...

di Roberto Politi - magistrato amministrativo

Uso del Territorio: Urbanistica, Ambiente e Paesaggio - Thursday 06 June 2019 09:05:54

Titolo edilizio: l’opzione per il rilascio di un provvedimento espresso o tacito e l’impossibilità per il Comune di pronunciare la decadenza

Si segnala la sentenza resa dal TAR Puglia, Sezione Seconda del 20 maggio 2019 a tenore della quale “segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del TAR Puglia Sez. II del 20.5.2019, n. 725

Contratti, Servizi Pubblici e Concorrenza - Monday 06 May 2019 15:13:59

Contratti pubblici e Trasparenza: aggiornate le FAQ Anac

Sono stati effettuati degli interventi di aggiornamento nelle sotto sezioni Contratti pubblici e Trasparenza della sezione dedicata alle domande fr...

segnalazione del comunicato dell’Anac del 30.4.2019

Top