searchIcon
  •  

ORGANI
GAZZETTA AMMINISTRATIVA
2016

Direttore:
Enrico Michetti
 
Presidente Onorario:
Pasquale de Lise
PRESIDENTE EMERITO DEL CONSIGLIO DI STATO
 
Pres. Consiglio Scientifico:
Alberto Romano
 
Vice Pres. Vicario del Consiglio Scientifico:
Amedeo Speranza
 
Comitato dei Saggi:
Ignazio Francesco Caramazza
AVVOCATO GENERALE EMERITO DELLO STATO
 
Antonio Fazio
GOVERNATORE EMERITO DELLA BANCA D'ITALIA
 
Luigi Giampaolino
PRESIDENTE EMERITO DELLA CORTE DEI CONTI
 
Andrea Monorchio
RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO EMERITO
 
Antonio Naddeo
CAPO DIPARTIMENTO AFFARI REGIONALI
 
Filippo Patroni Griffi
PRESIDENTE DI SEZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO
 
Sergio Santoro
PRESIDENTE DI SEZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO
 
Alberto Stancanelli
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
 
Direttore Generale:
Valentina Romani
 
Vice Direttore Generale:
Angelo Domini
 
Responsabile Coordinamento Attività:
Emanuele Riccardi
 
Responsabile Media e Social Media:
Paolo Romani
 
Responsabile Organizzazione:
Filippo Gai
 
Responsabile Relazioni Esterne:
Angelo Miele
 
Responsabile Osservatorio Enti Locali:
Franco Bianchi
 
Responsabile Osservatorio Anticorruzione:
Giovanni Tartaglia Polcini
 
Responsabile Osservatorio Penale:
Luca Petrucci
 
Resp. Osservatorio di Diritto Pubblico dell'Economia:
Roberto Miccu
 
Resp. Osservatorio Società Pubbliche:
Roberto Diacetti
 
Vice Direttori Rivista:
Paolo Pittori, Rodolfo Murra, Domenico Tomassetti, Federico Mazzella, Stefano Olivieri Pennesi, Salvatore Napolitano, Anna Cinzia Bartoccioni, Antonio Cordasco
 
Segretari Consiglio Scientifico:
Fulvio Pastore, Massimo Mari, Elisa Scotti
 
Consiglio Scientifico:
PROFESSORI ORDINARI DI DIRITTO AMMINISTRATIVO E PUBBLICO
Vicente Alvarez Garcìa
Enzo Baldini
Rodolfo Carlos Barra
Antonio Bartolini
Salvatore Bellomia
Raffaele Bifulco
Andrea Biondi
Roberto Caranta
Agatino Cariola
Paola Chirulli
Alfredo Contieri
Guido Corso
Francesco De Leonardis
Enrico Follieri
Fabio Francario
Carlo Emanuele Gallo
Alejo Hernandez Lavado
Vincenzo Caputi Iambrenghi
Giovanni Leone
Fiorenzo Liguori
Emanuele Lobina
Stelio Mangiameli
Bernardo Giorgio Mattarella
Fabio Merusi
Roberto Miccù
Nino Paolantonio
Roberto Cavallo Perin
Paola Piras
Aristide Police
Emilio Paolo Salvia
Salvatore Raimondi
Filippo Satta
Antonio Romano Tassone
Dimitris Xenos
 
 
Senato della Repubblica - Area Riservata
Monopoli di Stato - Area Riservata
Autorità Portuali - Area Riservata
  • 14.01.2015: AVVISO IMPORTANTE Pubblicata nell'area di gestione di "Amministrazione Trasparente" la Circolare N. 1/2015/AT/GA/ANAC contenente le indicazioni per le modalità operative relative all'anno 2015 per gli adempimenti Legge 190/2012 art. 1, comma 32 - Appalti. Vai alla tua area per visualizzarla. 02.12.2014:Da oggi puoi inserire sul sito del tuo Ente, sul tuo sito o sul tuo blog, gratuitamente, le ultime notizie pubblicate dal Quotidiano della P.A., l’interfaccia è semplice e immediata, clicca qui per visualizzarla.
IL QUOTIDIANO DELLA P.A. Inserisci sulla home page del sito del tuo Ente, del tuo sito o del tuo blog, gratuitamente, le ultime notizie pubblicate dal Quotidiano della P.A., l’interfaccia è semplice e immediata, clicca qui per visualizzarla.
 

LA RASSEGNA DEL DIRETTORE

 
giovedì 28 luglio 2016 16:15

Appalti: Sistema AVCpass non aggiornato, niente esclusione dalla gara senza definitività dell'accertamento dei debiti tributari

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 28.7.2016 n. 3421

close icon

La vicenda vede una Società impugnare la propria esclusione dalla procedura aperta indetta dalla RAI-Radiotelevisione italiana s.p.a. per “l’affidamento del servizio per il mantenimento e lo sviluppo del CMM e dei sistemi per la digitalizzazione e catalogazione massiva degli archivi RAI-gara n. 5903797”. Tale esclusione era motivata nella considerazione dell'accertata mancanza del requisito di cui all’art. 38, comma 1, lett. p), del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici), contrariamente a quanto dalla stessa società dichiarato nella domanda di partecipazione alla gara. In particolare, il provvedimento in data 17 giugno 2015 della RAI contesta alla ricorrente la violazione degli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse per un importo di euro 61.197,21, come attestato dal sistema AVCPass e certificato dall’Agenzia delle Entrate. La Quinta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza del 28 luglio 2016 n. 3421 ha affermato che "Il requisito della definitività dell’accertamento, alla stregua dell’art. 38, comma 1, lett. g), del Codice dei contratti pubblici (che parla di «violazioni […] definitivamente accertate»), non ricorre quando la definizione concreta del rapporto tributario è ancora esposta all’oppugnabilità o alla negazione giudiziale e dunque non ha raggiunto un livello di sicurezza tale per cui l’aspirante concorrente sia da presumere senz’altro inaffidabile e da estromettere: vale a dire, o allorché siano ancora pendenti i termini per la presentazione di una contestazione giurisdizionale o, in caso di avvenuta impugnazione, allorché la pronuncia giurisdizionale non sia ancora passata in giudicato (in termini, ex multis, Cons. Stato, V, 20 aprile 2010, n. 2213; VI, 27 febbraio 2008, n. 716). Ciò comporta qui che la posizione della società appellata non poteva essere ritenuta irregolare. Ne consegue l’illegittimità dell’impugnata esclusione. Invero, al momento di presentazione della domanda di partecipazione, il debito tributario connesso alla cartella esattoriale non era esigibile, pendendo il termine per l’impugnazione; pertanto non era configurabile, ai fini della gara, un onere dichiarativo in tale senso, né vi era una causa di esclusione sostanziale. Così ricostruita la vicenda, passa in secondo piano l’effettualità dell’istanza di rateazione del debito tributario, che, secondo l’insegnamento dell’Adunanza Plenaria (v. la già richiamata sentenza 20 agosto 2013, n. 20), solamente allorché accolta con l’adozione del relativo provvedimento costitutivo consente di ritenere reintegrato il requisito della regolarità fiscale. Si può anzi rilevare che lo sviluppo del giudizio tributario, nel corso del quale è stata presentata un’istanza di conciliazione, con ammissione della società alla rateizzazione, dimostra come il debito fiscale originario non sia più configurabile". Aggiunge il Collegio che "Deve essere analogamente disatteso il secondo motivo di appello, con il quale la violazione dell’art. 38, comma 1, lett. g), del d.lgs. n. 163 del 2006 è dedotta anche nella prospettiva combinata della violazione dell’art. 6.6 del disciplinare di gara, che prescriveva che la verifica del possesso dei requisiti di partecipazione avvenisse attraverso l’utilizzo del sistema AVCPass, messo a disposizione dall’A.N.A.C.: la stazione appaltante si era attenuta, ai fini della valutazione del requisito della regolarità fiscale della Nikesoft, alla lex specialis, e aveva chiesto un ulteriore riscontro all’Agenzia delle Entrate; in ogni caso il ricorso alla Commissione tributaria è stato proposto dopo la presentazione della domanda di partecipazione e solo dopo la ricezione della nota del 27 marzo 2015 con cui la RAI ha chiesto la prova dei requisiti e ne è stata data notizia alla stazione appaltante solamente con la proposizione del ricorso in primo grado. Il tema di base risiede su quanto già rilevato in ordine all’assenza del requisito della violazione definitivamente accertata degli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse. Rispetto a tale condizione, formale e sostanziale al contempo, non può darsi prevalenza alle modalità meramente formali di verifica dei requisiti di partecipazione prescritti dalla lex specialis. L’esclusione in questione, come accennato, genera una restrizione della platea dei concorrenti alla gara: sicché, incidendo sulla concorrenza e sulla sua ottimizzazione delle offerte, è giustificabile soltanto in presenza di un difetto realmente esistente in capo all’escludendo. Non vale dunque opporvi risultanze amministrative formali che poi siano, a un’attenta verifica, smentite dalla realtà effettiva delle circostanze. In altri termini, le modalità messe per legge a disposizione da soggetti terzi (attestato AVCPass - Authority Virtual Company Passport, elaborato dall’allora Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici; certificazione dell’Agenzia delle Entrate), ove risultino in realtà incomplete ovvero non aggiornate, per quanto siano prescritte dalla lex specialis con inerente autovincolo dell’Amministrazione e per quanto possano in principio essere ritenute assistite da pubblica fede ai sensi dell’art. 2700 del Cod. civ., non permangono tali da giustificare un’esclusione dalla gara qualora sia – come è qui – dimostrata l’assenza dell’effettivo presupposto dell’irregolarità fiscale: se così fosse, vi sarebbe un’insanabile incoerenza del sistema e senza una ragione sufficiente sarebbe vulnerato il principio generale del favor partecipationis. L’inadeguatezza, dimostrata nel caso specifico, del sistema di verifica dell’affidabilità del soggetto partecipante alla gara va imputato alla stazione appaltante (che, d’altro canto, non ha inteso instaurare un contraddittorio procedimentale). Si è infatti al di fuori del perimetro di operatività del tardivo adempimento degli obblighi fiscali. Nemmeno, come si è già osservato, può assumersi sussistere un obbligo dichiarativo dell’impresa partecipante alla gara che vada oltre quanto la legge le richiede: vale a dire oltre il contenuto specifico della disposizione sui requisiti di ordine generale cui corrispondono cause tipiche di esclusione; per quanto rileva in questa sede, il solo non avere commesso violazioni gravi e definitivamente accertate degli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse. Invero, per ragioni di certezza e di affidamento, il sistema della disciplina delle procedure di evidenza pubblica poggia sulla presentazione, da parte delle imprese aspiranti alla partecipazione, di dichiarazioni sostitutive che le vincolano in base al principio dell’autoresponsabilità e che devono essere rese con diligenza e veridicità secondo il contenuto che la legge stessa richiede; ma non oltre la sua oggettiva lettera. Per tali dichiarazioni non rileva un preteso elemento intenzionale in capo al dichiarante, né la sua pretesa insussistenza (Cons. Stato, IV, 7 luglio 2016, n. 3014)".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 28.7.2016 n. 3421

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

La vicenda vede una Società impugnare la propria esclusione dalla procedura aperta indetta dalla RAI-Radiotelevisione italiana s.p.a. per “l’affidamento del servizio per il mantenimento e lo sviluppo del CMM e dei sistemi per la digitalizzazione e catalogazione massiva degli archivi RAI-gara n. 590 ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 16:10

Annullamento in autotutela: il "criterio dei 18 mesi" introdotto dalla legge n. 124/2015 e il principio del "tempus regit actum”

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 28.7.2016 n. 3403

close icon

Il “criterio dei 18 mesi”, di cui all’art. 6 della l. n. 124 del 2015, sulla base del principio “tempus regit actum”, non può trovare applicazione nella fattispecie in discussione, che riguarda un provvedimento adottato nel 2012. Semmai, come il Comune non manca di segnalare, può essere utile rammentare che in materia edilizia l'art. 39 del d.P.R. n. 380 del 2001 fissa in dieci anni il termine - ragionevole - entro il quale la |Regione può annullare provvedimenti comunali che autorizzano interventi edilizi non conformi a prescrizioni degli strumenti urbanistici o dei regolamenti edilizi o comunque in contrasto con la normativa urbanistico-edilizia vigente al momento della loro adozione. Potrebbe dunque trovare tuttora applicazione, se del caso, quale “parametro temporale” di legittimità e congruità dell’azione amministrativa di annullamento in via di autotutela in materia, il “criterio decennale”, riferito all’esercizio del potere comunale di autoannullamento in relazione a un permesso assentito nell’ottobre del 2008 e annullato nel maggio del 2012. In ogni caso, anche a volere tenere conto del “criterio dei 18 mesi” introdotto nel 2015 quale elemento orientativo al fine di valutare, sotto il profilo della ragionevolezza del termine, la legittimità di un atto di annullamento in autotutela adottato sotto la disciplina previgente, resta il fatto che, avuto anche riguardo alla rappresentazione non veritiera dello stato dei luoghi da parte del privato richiedente, la circostanza che tra il rilascio del “permesso commissariale” e l’adozione del provvedimento comunale di annullamento in via di autotutela siano trascorsi tre anni e otto mesi non è in grado di inficiare il provvedimento impugnato in primo grado (cfr., sulla ragionevolezza del tempo, di circa quattro anni –gennaio 2009 / marzo 2005- entro il quale è stato disposto l’annullamento in autotutela di un permesso di costruire assentito in modo illegittimo, la già citata sentenza Cons. Stato, sez. IV, n. 3150 del 2012). Il profilo di censura attinente alla omessa analisi della possibilità di adottare atti diversi dall’annullamento in via di autotutela (ad esempio, la convalida), sembra poi travalicare i limiti del controllo giudiziale di legittimità demandato a questo giudice amministrativo sconfinando nel merito delle opzioni riservate all’autorità amministrativa

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 28.7.2016 n. 3403

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

Il “criterio dei 18 mesi”, di cui all’art. 6 della l. n. 124 del 2015, sulla base del principio “tempus regit actum”, non può trovare applicazione nella fattispecie in discussione, che riguarda un provvedimento adottato nel 2012. Semmai, come il Comune non manca di segnalare, può essere utile ramm ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 16:00

Scuole: le controversie sugli atti regolamentati che stabiliscono le modalità generali di accesso alle graduatorie rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo

segnalazione del Prof. Avv.mEnrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 28.7.2016 n. 3428

close icon

Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) ha sottoposto il rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione al regime privatistico e pubblicistico.Le regole di diritto privato si applicano alle «determinazioni per l’organizzazione degli uffici» e alle «misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro», le quali «sono assunte in via esclusiva dagli organi preposti alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro» (artt. 2, comma 3, e 5, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001).Le regole di diritto pubblico attengono alla fase amministrativa che “precede” la stipula del contratto di lavoro, nonché alle regole di macro-organizzazione che stanno “al di sopra” del rapporto di lavoro, con le quali le amministrazione pubbliche «definiscono (…) le linee fondamentali di organizzazione degli uffici; individuano gli uffici di maggiore rilevanza e i modi di conferimento della titolarità dei medesimi; determinano le dotazioni organiche complessive» (art. 2, comma 1, del citato decreto).La natura pubblica o privata delle regole di disciplina incide sulla definizione dei criteri di riparto di giurisdizione.L’art. 63, comma 1, del d.lgs. n. 165 del 2001 prevede che:- sono devolute al giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro, tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, «ancorché vengono in rilievo atti amministrativi presupposti» (comma 1, primo inciso);- «quando questi ultimi siano rilevanti ai fini della decisione, il giudice li disapplica, se illegittimi» (comma 1, secondo inciso);- «rimangono attribuite alla giurisdizione del giudice amministrativo le controversie in materia di procedure concorsuali per l’assunzione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, nonché, in sede di giurisdizione esclusiva, quelle relative ai rapporti di lavoro del personale in regime di diritto pubblico» (comma 4).Ne consegue che la giurisdizione spetta, in via generale al giudice ordinario, e, in presenza di controversie afferenti a procedure concorsuali ovvero ad atti di macro-organizzazione, al giudice amministrativo.L’art. 399 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado) dispone che l’accesso ai ruoli del personale docente della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d'arte, ha luogo, per il 50 per cento dei posti annualmente assegnabili, mediante concorsi per titoli ed esami e, per il restante 50 per cento, attingendo alle graduatorie permanenti.Il suddetto doppio binario è regolato dagli artt. 400 e 401.L’art. 401 disciplina le graduatorie permanenti, prevedendo che «le graduatorie relative ai concorsi per soli titoli del personale docente della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d'arte, sono trasformate in graduatorie permanenti da utilizzare per le suddette assunzioni in ruolo».L’art. 400 disciplina i «Concorsi per titoli ed esami».La disciplina delle graduatorie permanenti comprende regole di diritto privato e regole di diritto pubblico, con conseguente necessità di stabilire come si riparte la giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo.La giurisprudenza, amministrativa e ordinaria, è concorde nel ritenere che la fase relativa all’inserimento, formazione e aggiornamento delle graduatorie non integra una fase amministrativa assimilabile ad una procedura concorsuale, in quanto vengono in rilievo soggetti che «sono in possesso di determinati requisiti, anche sulla base della partecipazione a concorso» (Cons. Stato, ad. plen., 12 luglio 2011, n. 11 del 2011; Cass. civ., sez. un., 8 febbraio 2011, n. 3032). La giurisdizione, in relazione a tale tipologia di controversie, appartiene al giudice ordinario.La questione controversa attiene alla giurisdizione in ordine agli atti regolamentari che definiscono le modalità generali di accesso alle graduatorie.Un primo orientamento ritiene che, in relazione a tali atti, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, in quanto gli stessi vengono in rilievo in via incidentale e pertanto possono essere disapplicati dallo stesso giudice ordinario (da ultimo, Cons. Stato, sez. VI, 8 luglio 2015, n. 3413).Un secondo orientamento, cui la Sezione aderisce, ritiene, invece, che in questi casi la giurisdizione spetti al giudice amministrativo, venendo in rilievo «la stessa regola ordinatoria posta a presidio dell’ingresso in graduatoria» (Cons. Stato, sez. VI, 12 marzo 2012, n. 1406; id., 2 aprile 2012, n. 1953).La ragione della preferenza per questa seconda tesi risiede nel fatto che oggetto di contestazione sono atti di macro-organizzazione. La pubblica amministrazione, infatti, con l’adozione dei provvedimenti in esame, a prescindere dalla loro natura di atti normativi o amministrativi generali, definisce le linee fondamentali di organizzazione degli uffici, determinando anche le dotazione organiche complessive. La giurisdizione compete, pertanto, al giudice amministrativo. Né, in senso contrario, potrebbe rilevare la questione relativa all’incidenza “diretta” o “indiretta” di tali provvedimenti sui singoli rapporti di lavoro, trattandosi di un profilo che non ne muta la intrinseca natura e dunque le regole di riparto della giurisdizione. Questo aspetto può, al più, assumere rilevanza ai fini della individuazione dell’ambito del potere disapplicativo del giudice ordinario e se cioè esso può essere esercitato soltanto quando il provvedimento amministrativo di macro-organizzazione rilevi in via “indiretta” ai fini della risoluzione della controversia in linea con la regola generale posta dall’art. 5 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, All. E, ovvero anche quando esso venga in rilievo quale fonte “diretta” della lesione della posizione soggettiva individuale fatta valere in giudizio, nel qual caso, peraltro, risolvendosi la disapplicazione in una cognizione diretta, e non incidentale, del provvedimento amministrativo (in questo senso, da ultimo, Cons. Stato, sez. VI, 29 gennaio 2016, n. 365; id. 30 novembre 2015, n. 5418).

segnalazione del Prof. Avv.mEnrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 28.7.2016 n. 3428

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) ha sottoposto il rapporto di lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione al regime privatistico e pubblicistico.Le regole di diritto privato si applica ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 15:52

Accesso ai documenti dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato: non è consentito un diniego generalizzato

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. Vi del 28.7.2016 n. 3409

close icon

L’art. 24, comma 7, della legge n. 241 del 1990 dispone che deve essere garantito «ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici». La norma aggiunge che, nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l’accesso è consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e, in presenza di situazioni giuridiche di pari rango, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessualeL’art. 13 del d.p.r. n. 217 del 1998, in relazione ai procedimenti dell’Autorità, prevede che «il diritto di accesso ai documenti formati o stabilmente detenuti dall'Autorità nei procedimenti concernenti intese, abusi di posizione dominante ed operazioni di concentrazione è riconosciuto nel corso dell'istruttoria dei procedimenti stessi ai soggetti direttamente interessati».Nella fattispecie in esame la richiesta di accesso è finalizzata ad ottenere documenti che possono essere utili ai fini dell’esercizio del diritto di difesa nell’ambito di un procedimento applicativo di sanzioni amministrative. In questi casi, per la natura sostanzialmente penale delle sanzioni inflitte (Corte europea dei diritti dell’uomo, sentenza Menarini, 27 settembre 2011, n. 43509/08), deve essere assicurata all’impresa la conoscenza di tutti quegli elementi che possono essere utili per difendersi nel procedimento e nel processo.Né potrebbe valere il rilievo, contenuto nella memoria difensiva dell’Autorità, secondo cui, da un lato, tutti i documenti richiesti sarebbero estranei al perimetro dell’indagine I-780 (che include i mercati di “Venezia mare” e “Belluno”), dall’altro, sarebbe mancata la richiesta relativa al procedimento I-772. Tali rilievi possono rilevare non ai fini dell’ammissibilità dell’istanza di accesso, che ricomprendeva la documentazione pretesa, quanto ai limiti che la richiesta stessa incontra quando essa attiene a documenti afferenti a procedimenti diversi che coinvolgono altre imprese. L’Autorità, dovrà consegnare esclusivamente i documenti richiesti con tutti gli accorgimenti finalizzati ad evitare che vengano svelate informazioni riservate di carattere personale, commerciale, industriale e finanziario. In altri termini, in fattispecie quale quella in esame, non è consentito un diniego generalizzato fondato su valutazioni rimesse alla stessa Autorità ma occorre fornire la documentazione richiesta nel rispetto delle modalità sopra indicate. Del resto, tale soluzione è l’unica in grado di bilanciare gli interessi in gioco contrapposti: quello dell’Autorità a non rilasciare documenti ritenuti non rilevanti che coinvolgono altri operatori economici; quello dell’impresa ad avere diretta contezza della documentazione che si trova nell’esclusiva disponibilità della parte pubblica. La soluzione prescelta dal Collegio è quella di rimettere alla prudente valutazione dell’Autorità di fornire esclusivamente quegli atti che non attengono a dati sensibili di altri imprese e che sono in grado di dimostrare l’assunto dell’estraneità dei dati stessi al procedimento sanzionatorio che riguarda l’appellante.

segnalazione del Prof. avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. Vi del 28.7.2016 n. 3409

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

L’art. 24, comma 7, della legge n. 241 del 1990 dispone che deve essere garantito «ai richiedenti l’accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici». La norma aggiunge che, nel caso di documenti contenenti dati sensibili e ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 15:44

Abusi edilizi: con il rigetto dell'istanza di sanatoria, il provvedimento di demolizione riacquista efficacia

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 28.7.2016 n. 3407

close icon

La proposizione di un’istanza di sanatoria ordinaria non comporta la radicale e definitiva inefficacia dell’ordine di demolizione, (cfr. Cons. di Stato, n. 1546/2014 e 4818/2013), ma fa conseguire all’atto uno stato di temporanea quiescenza, fino alla definizione del procedimento, espressa o tacita, all'evidente fine di evitare, in caso di accoglimento dell'istanza, la demolizione di un’opera che, benché realizzata in assenza o difformità dal titolo edilizio, si accerti tuttavia essere conforme alla strumentazione urbanistica. Una volta rigettata l’istanza di sanatoria, il provvedimento di demolizione riacquista la sua efficacia, determinando, così, la permanenza dell’interesse all’impugnazione dello stesso.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 28.7.2016 n. 3407

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

La proposizione di un’istanza di sanatoria ordinaria non comporta la radicale e definitiva inefficacia dell’ordine di demolizione, (cfr. Cons. di Stato, n. 1546/2014 e 4818/2013), ma fa conseguire all’atto uno stato di temporanea quiescenza, fino alla definizione del procedimento, espressa o tacita ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 13:17

Documento di gara unico europeo: le Linee guida per la compilazione del modello di formulario

segnalazione della circolare n. 3/2016 del MIT pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016

close icon

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016 la CIRCOLARE 18 luglio 2016, n. 3 del MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI recante "Linee guida per la compilazione del modello di formulario di Documento di gara unico europeo (DGUE) approvato dal Regolamento di esecuzione (UE) 2016/7 della Commissione del 5 gennaio 2016".

segnalazione della circolare n. 3/2016 del MIT pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016 la CIRCOLARE 18 luglio 2016, n. 3 del MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI recante "Linee guida per la compilazione del modello di formulario di Documento di gara unico europeo (DGUE) approvato dal Regolamento di esecuzione ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 13:14

Edilizia scolastica: nuovi termini per la definizione dei piani annuali 2016 della programmazione triennale nazionale

segnalazione del decreto del MEF pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016 il DECRETO 3 giugno 2016 del MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE recante "Nuovi termini per l'anno 2016 per la definizione dei piani annuali 2016 della programmazione triennale nazionale in materia di edilizia scolastica".

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 13:11

Patrimonio culturale italiano: il regime di aiuto per sostenere la filiera culturale e creativa e rafforzare la competitivita' delle micro piccole e medie imprese

segnalazione del decreto del MIBACT pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016

close icon

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016 il DECRETO 11 maggio 2016 del MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO recante "Istituzione del regime di aiuto per sostenere la filiera culturale e creativa e rafforzare la competitivita' delle micro, piccole e medie imprese, finalizzato allo sviluppo ed al consolidamento del settore produttivo collegato al patrimonio culturale italiano - Asse Prioritario II del Programma Operativo Nazionale «Cultura e Sviluppo 2014-2020».

segnalazione del decreto del MIBACT pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016 il DECRETO 11 maggio 2016 del MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO recante "Istituzione del regime di aiuto per sostenere la filiera culturale e creativa e rafforzare la competitivita' delle micro, piccole e ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 13:08

Ente parco nazionale: il Regolamento dell'albo degli idonei all'esercizio dell'attività di direttore

segnalazione del decreto del Ministero dell'Ambiente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016

close icon

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27 luglio 2016 il DECRETO 15 giugno 2016, n. 143 del MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE recante "Regolamento dell'albo degli idonei all'esercizio dell'attivita' di direttore di ente parco nazionale, ai sensi dell'articolo 2, comma 26, della legge 9 dicembre 1998, n. 426". note: Entrata in vigore del provvedimento: 11/08/2016

segnalazione del decreto del Ministero dell'Ambiente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27 luglio 2016 il DECRETO 15 giugno 2016, n. 143 del MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE recante "Regolamento dell'albo degli idonei all'esercizio dell'attivita' di direttore di ente parco nazionale, ai sensi dell' ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 13:05

Avvocati: in G.U. la compensazione dei debiti fiscali con i crediti per spese, diritti e onorari per il patrocinio a spese dello Stato

segnalazione del decreto del MEF pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 27.7.2016 il DECRETO 15 luglio 2016 del MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE sulle "Compensazione dei debiti fiscali con i crediti per spese, diritti e onorari spettanti agli avvocati ammessi al patrocinio a spese dello Stato".

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 13:03

Consip: definizione delle caratteristiche essenziali delle prestazioni principali oggetto delle convenzioni

segnalazione del decreto del MEF pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26.7.2016

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26.7.2016 il DECRETO 21 giugno 2016 del MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE recante "Definizione delle caratteristiche essenziali delle prestazioni principali costituenti oggetto delle convenzioni stipulate da Consip S.p.a."

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 13:00

Tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni elettroniche e attuazione dell'Agenzia digitale italiana: il decreto sugli interventi in favore di grandi progetti di ricerca e sviluppo

segnalazione del decreto del MISE pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26.7.2016

close icon

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26.7.2016 il DECRETO 1 giugno 2016 del MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO sugli "Interventi del Programma operativo nazionale «Imprese e competitivita'» 2014-2020 FESR in favore di grandi progetti di ricerca e sviluppo nel settore delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni elettroniche e per l'attuazione dell'Agenzia digitale italiana e nell'ambito di specifiche tematiche rilevanti per l'«industria sostenibile»"

segnalazione del decreto del MISE pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26.7.2016

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26.7.2016 il DECRETO 1 giugno 2016 del MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO sugli "Interventi del Programma operativo nazionale «Imprese e competitivita'» 2014-2020 FESR in favore di grandi progetti di ricerca e sviluppo nel settore delle tecnol ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 12:58

Riprogrammazione delle risorse destinate ai bandi in favore di progetti di ricerca e sviluppo

segnalazione del decreto MISE pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26.7.2016

close icon

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26.7.2016 il DECRETO 9 giugno 2016 del MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO recante "Riprogrammazione delle risorse destinate ai bandi in favore di progetti di ricerca e sviluppo del Fondo per la crescita sostenibile e modifiche alla disciplina degli interventi in favore di grandi progetti di ricerca e sviluppo agevolati a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca.".

segnalazione del decreto MISE pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26.7.2016

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26.7.2016 il DECRETO 9 giugno 2016 del MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO recante "Riprogrammazione delle risorse destinate ai bandi in favore di progetti di ricerca e sviluppo del Fondo per la crescita sostenibile e modifiche alla disciplina ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 12:53

Inquilini morosi incolpevoli: il riparto di 59,73 milioni di euro per il 2016

segnalazione del decreto del MIT pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25.7.2016

close icon

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25.7.2016 ilDECRETO 30 marzo 2016 del MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI sul "Fondo nazionale destinato agli inquilini morosi incolpevoli di cui all'articolo 6, comma 5 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni ,dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124. Riparto annualita' 2016 (59,73 milioni)".

segnalazione del decreto del MIT pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25.7.2016

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25.7.2016 ilDECRETO 30 marzo 2016 del MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI sul "Fondo nazionale destinato agli inquilini morosi incolpevoli di cui all'articolo 6, comma 5 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con modi ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 12:50

Start-up innovative: le modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata

segnalazione del decreto del MISE pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25.7.2016

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25.7.2016 il DECRETO 7 luglio 2016 del MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO sulle "Modifiche al decreto 17 febbraio 2016, recante «Modalita' di redazione degli atti costitutivi di societa' a responsabilita' limitata start-up innovative»".

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 12:48

Efficienza energetica: in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo n. 141/2016

segnalazione del D.lgs n. 141/2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25.7.2016

close icon

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25.7.2016 il DECRETO LEGISLATIVO 18 luglio 2016, n. 141 recante "Disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE". note: Entrata in vigore del provvedimento: 26/07/2016

segnalazione del D.lgs n. 141/2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25.7.2016

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25.7.2016 il DECRETO LEGISLATIVO 18 luglio 2016, n. 141 recante "Disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 12:46

ARAN: in Gazzetta Ufficiale il comunicato sulla sottoscrizione del Contratto collettivo nazionale quadro per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale 2016-2018

segnalazione del comunicato dell'ARAN pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 22.7.2016

close icon

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 22.7.2016 il comunicato dell'AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI recante "Contratto collettivo nazionale quadro per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale (2016-2018)". (16A05297) (GU Serie Generale n.170 del 22-7-2016)

segnalazione del comunicato dell'ARAN pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 22.7.2016

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 170 del 22.7.2016 il comunicato dell'AGENZIA PER LA RAPPRESENTANZA NEGOZIALE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI recante "Contratto collettivo nazionale quadro per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale (2016-2018) ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
giovedì 28 luglio 2016 08:44

SOA: inviata a Governo e Parlamento la Ricognizione straordinaria sul possesso dei requisiti di esercizio dell'attività dei soggetti attualmente operanti in materia di attestazione

segnalazione del comunicato ANAC del 27.7.2016

close icon

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha inviato a il 20 luglio scorso a Governo e Parlamento, entro i termini previsti dal nuovo Codice dei contratti pubblici, gli esiti della ricognizione straordinaria sugli Organismi di Attestazione (SOA). Quale elemento di novità rispetto al passato, il Codice prevede all’articolo n. 84 l’effettuazione da parte dell’ANAC di una ricognizione straordinaria circa il possesso dei requisiti di esercizio dell’attività da parte dei soggetti attualmente operanti in materia di attestazione, provvedendo all’esito mediante diffida, sospensione, ovvero decadenza dall’autorizzazione nei casi di mancanza del possesso dei requisiti o di esercizio ritenuto non virtuoso. La ricognizione ha lo scopo di fornire elementi di valutazione sulla rispondenza del sistema attuale di qualificazione unica a requisiti di concorrenza e trasparenza, anche in termini di quantità degli organismi esistenti ovvero di necessità di individuazione di forme di partecipazione pubblica agli stessi e alla relativa attività di attestazione. Alcune criticità riscontrate dall’Autorità, peraltro facilmente risolvibili, sono in via di soluzione da parte delle Soa. Per saperne di più accedo alla Stralcio della ricognizione straordinaria sulle Società Organismi di Attestazione (S.O.A.) – pdf

segnalazione del comunicato ANAC del 27.7.2016

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha inviato a il 20 luglio scorso a Governo e Parlamento, entro i termini previsti dal nuovo Codice dei contratti pubblici, gli esiti della ricognizione straordinaria sugli Organismi di Attestazione (SOA). Quale elemento di novità rispetto al passato, il Codice p ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
martedì 26 luglio 2016 07:58

Giudicato amministrativo: il principio dell'efficacia inter partes non trova applicazione per le pronunce di annullamento di particolari categorie di atti amministrativi

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 22.7.2016 n. 3307

close icon

"Il principio dell'efficacia inter partes del giudicato amministrativo non trova applicazione nei confronti delle pronunce di annullamento di particolari categorie di atti amministrativi, ossia in concreto, di quelli che hanno una pluralità di destinatari, un contenuto inscindibile e sono invalidi per un vizio che ne inficia il contenuto in modo indivisibile per i destinatari (Cons. Stato Sez. IV, 13-03-2014, n. 1222; Cons. Stato Sez. IV, 18-11-2013, n. 5459; Cons. Stato Sez. III, 20-04-2012, n. 2350) Il provvedimento impugnato in primo grado, deliberazione della G.R. n. 1773 del 2012 di approvazione dello schema - tipo accordo contrattuale allegato per l'erogazione e l'acquisto di prestazioni sanitarie in regime di ricovero che costituisce atto generale ad effetti inscindibili, come correttamente rilevato dalla difesa delle appellanti, sicchè la decisione di annullamento non si estrinseca nei confronti delle sole parti in causa, ma esplica i suoi effetti anche nei confronti di coloro che - pur essendo estranei al giudizio conclusosi con le decisioni che hanno acclarato l’illegittimità dell’atto - si trovano nelle medesime condizioni: detto atto, infatti, essendo unitario ed indivisibile non può produrre effetti nei confronti di taluni soggetti e non di altri. Pertanto, come ha correttamente rilevato la difesa delle appellanti, la Regione Puglia dovrà prendere atto dell’avvenuto annullamento con efficacia erga omnes della propria delibera, avente natura di atto generale ad effetto inscindibile."

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 22.7.2016 n. 3307

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

"Il principio dell'efficacia inter partes del giudicato amministrativo non trova applicazione nei confronti delle pronunce di annullamento di particolari categorie di atti amministrativi, ossia in concreto, di quelli che hanno una pluralità di destinatari, un contenuto inscindibile e sono invalidi ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
martedì 26 luglio 2016 07:52

Processo amministrativo: il principio di segretezza della deliberazione

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 21.7.2016 n. 3303

close icon

Nella sentenza n. 3303 del 21 luglio 2016 la Sesta Sezione del Consiglio di Stato ha affermato che il principio di segretezza della deliberazione sancito dall’art. 276 C.p.c. (“La decisione è deliberata in segreto nella camera di consiglio”), che esclude ogni forma di pubblicità della fase decisoria che si svolge in camera di consiglio. La segretezza evidentemente vale non solo nei confronti del pubblico, ma soprattutto nei confronti delle parti, al fine di assicurare la libertà della decisione. Il principio di segretezza esclude che le parti abbiano il diritto di essere informate non solo del contenuto, ma anche delle modalità di svolgimento della decisione, sotto il profilo temporale o del numero delle camere di consiglio che si rendono necessarie per completare la deliberazione. Per quanto riguarda, inoltre, il tempo della deliberazione, va ricordato che, salvo le ipotesi espressamente disciplinate dalla legge, in cui vige il principio della decisione immediata (cfr., ad esempio, l’art. 129, comma 6, c.p.a., per i giudizi aventi a oggetto gli atti di esclusione dal procedimento elettorale), nessun termine è previsto in via generale per lo svolgimento della camera di consiglio; sicché, nel giudizio ordinario di cognizione, la sentenza può essere deliberata in data diversa da quella in cui si è celebrata l’udienza di discussione (cfr. Cass. Civ., sez. III, 4 novembre 2014, n. 23423). A maggior ragione, è consentito che alla decisione si arrivi attraverso una pluralità di camere di consiglio (che può rendersi necessaria per la particolare complessità delle questioni esaminate e per le esigenze di ulteriore approfondimento che esse sollevano). È ben possibile, quindi, che la fase decisoria, si apra, come accaduto nel caso di specie, immediatamente dopo la discussione del ricorso, ma che poi prosegua in una o più camere di consiglio fissate in date successive. Tale conclusione trova conforto, oltre che in un principio pacificamente accolto dalla giurisprudenza civile, nell’espressa previsione normativa contenuta nell’art. 75 C.p.a. che, dopo aver previsto, al comma 1, che “il collegio, dopo la discussione, decide la causa”, dispone espressamente, al comma 2, che “la decisione può essere differita a una delle successive camere di consiglio”. Il ricordato principio di segretezza della deliberazione esclude, come si è già evidenziato, che l’articolazione della decisione in una o più camere di consiglio sia oggetto di contradditorio con le parti o che queste abbiano diritto di essere informate di eventuali riconvocazioni o possano, in vista di esse, depositare ulteriori memorie o documenti. Al contrario, l’esigenza che le parti non debbano e non possano conoscere tali ulteriori fasi del processo decisionale (nel caso che esso si atteggi come complesso, ossia strutturato in più momenti diversi) è funzionale a garantire la serenità e l’indipendenza del giudizio del giudice.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI del 21.7.2016 n. 3303

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

Nella sentenza n. 3303 del 21 luglio 2016 la Sesta Sezione del Consiglio di Stato ha affermato che il principio di segretezza della deliberazione sancito dall’art. 276 C.p.c. (“La decisione è deliberata in segreto nella camera di consiglio”), che esclude ogni forma di pubblicità della fase decisori ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
martedì 26 luglio 2016 07:42

Il preavviso di rigetto: l’Amministrazione non ha un onere particolarmente stringente di dare minuzioso riscontro alle osservazioni del privato

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 20.7.2016 n. 3293

close icon

La Quinta Sezione del Consiglio di Statl nella sentenza del 20 luglio 2016 n. 3293 ha affermato che "non è dato ravvisare a carico dell’Amministrazione un onere particolarmente stringente di dare minuzioso riscontro alle osservazioni rese ai sensi dell’art. 10 bis,atteggiandosi le medesime pur sempre a un contributo al procedimento da parte del privato di tipo squisitamente collaborativo. In ogni caso, ai sensi dell’art. 21 octies, della medesima l. n. 241 del 1990, la mancata o insufficiente motivazione dell’apporto collaborativo proposto con le osservazioni non può refluire sulla validità dell’atto di diniego che nel caso in esame esprime un potere privo di margini di discrezionalità in ragione della presupposta e vincolante regolamentazione comunale richiamata nell’adottata determinazione ( Cons. Stato sez. IV 9/12/2015 n. 5577; Cons Stato Sez. V 25/1/2016 n. 233)".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV del 20.7.2016 n. 3293

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

La Quinta Sezione del Consiglio di Statl nella sentenza del 20 luglio 2016 n. 3293 ha affermato che "non è dato ravvisare a carico dell’Amministrazione un onere particolarmente stringente di dare minuzioso riscontro alle osservazioni rese ai sensi dell’art. 10 bis,atteggiandosi le medesime pur semp ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
martedì 26 luglio 2016 07:26

Appalti: le "spie" non tipizzate dal legislative dell'infiltrazione mafiosa

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 20.7.2016 n. 3299

close icon

La vicenda giunta all'attenzione della Terza Sezione del Consiglio di Stato riguarda una società (appellata) che svolge la propria attività nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti solidi urbani e, in tale qualità, ha ottenuto diversi affidamenti, anche in forma diretta, da parte di Comuni del territorio calabrese, aventi ad oggetto lo svolgimento di tali attività. La società è stata destinataria di un’informazione antimafia interdittiva, emanata dalla Prefettura di Crotone ai sensi degli artt. 84 e 91 del d. lgs. n. 159 del 2011, essendo stata riscontrata a suo carico la sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata, tendenti a condizionarne le scelte e gli indirizzi. A tale provvedimento prefettizio si sono succedute le conseguenti determinazioni, pure impugnate nel primo grado di giudizio, adottate dei Comuni committenti, dirette a interrompere i rapporti contrattuali. Il T.A.R., con la sentenza n. 2227 del 20 dicembre 2014, ha annullato l’interdittiva antimafia e gli atti applicativi posti in essere dalle diverse stazioni appaltanti, ritenendo che il provvedimento interdittivo – pure supportato da elementi indiziari a carico di quindici dipendenti della società ricorrente – sia illegittimo, non avendo l’Amministrazione sufficientemente motivato circa la possibile incidenza di tali elementi sulla gestione aziendale e, quindi, sulla effettiva capacità di condizionamento sulle scelte imprenditoriali. Il Consiglio di Stato Sez. III con sentenza del 20 luglio 2016 n. 3299 ha accolto l'appello proposto dal Ministero dell’Interno e dall’Ufficio Territoriale del Governo – Prefettura di Crotone e per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, ha respinto il ricorso proposto dalla società. Si legge nella parte motiva della sentenza che "Come emerge dalla vasta giurisprudenza formatasi sul punto nel corso di oltre venti anni, vi sono numerose situazioni, non tipizzate dal legislatore, che costituiscono altrettante ‘spie’ dell’infiltrazione (nella duplice forma del condizionamento o del favoreggiamento dell’impresa), anche se non ricomprese nel ‘catalogo’ dell’art. 84 del d. lgs. n. 159 del 2011. 5.1. Gli elementi di inquinamento mafioso, ben lungi dal costituire un numerus clausus, assumono infatti forme e caratteristiche diverse secondo i tempi, i luoghi e le persone e sfuggono ad un preciso inquadramento, per l’insidiosa pervasività e mutevolezza, anzitutto sul piano sociale, del fenomeno mafioso (Cons. St., sez. III, 3 maggio 2016, n. 1743). 5.2. Quello voluto dal legislatore, ben consapevole di questo, è dunque un ‘catalogo aperto’ di situazioni sintomatiche del condizionamento mafioso, come si desume chiaramente dall’art. 91, comma 6, del d. lgs. n. 159 del 2011. 5.3. Tra queste situazioni sintomatiche non tipizzate dal legislatore, come la Sezione ha già chiarito nella citata sentenza n. 1743 del 2016, figura anche «l’assunzione esclusiva o prevalente, da parte di imprese medio-piccole, di personale avente precedenti penali gravi o comunque contiguo ad associazioni criminali». 5.4. Con riferimento al caso di specie, occorre qui precisare ulteriormente che la presenza di un ‘numero rilevante’ di dipendenti – come lo è il numero di 15 su 90 – legati alle cosche mafiose e gravati da specifici precedenti penali in una piccolo-media impresa può assurgere ad elemento di inquinamento mafioso, anche indipendentemente dal loro ruolo di ‘amministratori di fatto’, se tale anomala presenza non è giustificata né preceduta da un efficace attività di vigilanza e di selezione da parte degli organi decisionali o gestionali dell’impresa. 5.4.1. Consentire, infatti, che la propria attività esecutiva sia affidata a soggetti contigui o affiliati alle cosche non può far ragionevolmente escludere che anche le decisioni e la vita stessa dell’impresa siano affidati ad una ‘direzione esterna’, per il tramite di uomini di fiducia posti dalle cosche all’interno dell’impresa. 5.5. La mafia non si serve necessariamente, infatti, dei soli amministratori o dei soci di una società per condizionare l’impresa e strumentalizzarla ai propri scopi, ben potendo avvalersi di soggetti che nell’impresa svolgono una qualsivoglia mansione, poiché il suo scopo non è solo – o non sempre – la scalata delle gerarchie societarie, ma il controllo delle attività economiche più lucrose con ogni mezzo e con ogni uomo idoneo allo scopo, con una flessibilità di forme interne che sfugge e intende sfuggire, per non attirare controlli esterni, alle ‘armonie prestabilite’ del diritto societario. 5.6. Ne deriva quindi che, sul piano qualitativo, il condizionamento mafioso (ovvero il ‘controllo del territorio’ con la creazione di un clima di paura o di omertà) può derivare anche dalla presenza di soggetti che non svolgano ruoli apicali all’interno della società, ma siano o figurino come meri dipendenti, entrati a far parte dell’impresa senza alcun criterio selettivo e filtri preventivi. 5.7. Sul piano quantitativo, poi, è evidente che non si tratta qui, come ha ritenuto il primo giudice, nemmeno di una questione meramente numerica, apprezzabile cioè soltanto in base alla misura percentuale dei dipendenti ‘controindicati’ assunti dall’impresa rispetto all’organico totale dei dipendenti, sicché l’assunzione di 15 dipendenti contigui ad associazioni mafiose o con gravi precedenti penali, rispetto ad un numero complessivo di 90, si dovrebbe considerare un valore trascurabile. 6. Accade che i ‘protocolli di legalità’ prevedano e precisino, sempre più di frequente, quali attività di vigilanza e di controllo debbano necessariamente porre in essere gli imprenditori, ma anche laddove tali protocolli di legalità non siano stati stipulati l’assenza di tale vigilanza e di controllo ben può formare oggetto di valutazione da parte del Prefetto. 6.1. L’obbligo di vigilanza non ha solo un fondamento pattizio, ex contractu, nei protocolli di legalità, ma trova nelle previsioni del d. lgs. n. 159 del 2011 un sicuro fondamento normativo, ex lege, secondo una lettura sistematica e anche costituzionalmente orientata di tali disposizioni. 6.2. Al di là delle previsioni dei ‘protocolli di legalità’ e degli obblighi da esse previsti, infatti, il condizionamento mafioso, ai sensi dell’art. 91, comma 6, del d. lgs. n. 159 del 2011, si può desumere anche dalla presenza di un solo dipendente ‘infiltrato’, del quale la mafia si serva per controllare o guidare dall’esterno l’impresa, ciò che può risultare da atti investigativi (intercettazioni), frequentazioni, ed altri elementi sintomatici. 6.3. Il condizionamento si può altresì desumere anche dalla assunzione o dalla presenza di dipendenti aventi precedenti legati alla criminalità organizzata, pur quando non emergano specifici riscontri oggettivi sull’influenza delle scelte dell’impresa. 6.4. In presenza di tali situazioni, infatti, la Prefettura ben può trarre elementi per ritenere sussistente un fattore di inquinamento mafioso all’interno dell’impresa, in considerazione dell’atteggiamento dell’impresa, già sul piano della scelta dei suoi dipendenti. 7. Le imprese possono effettuare liberamente le assunzioni che meglio credano, qualora non abbiano o non intendano avere i rapporti economici con la pubblica amministrazione, disciplinati dal d. lgs. n. 159 del 2011. 7.1. Ove però intendano avere tali rapporti, le imprese devono garantire la massima affidabilità, non solo nelle selezione di amministratori e soci, ma anche dei dipendenti, e devono vigilare affinché nella loro organizzazione non vi siano dipendenti risultati contigui al mondo della criminalità organizzata, 7.2. Contrariamente a quanto ha rilevato il T.A.R., tuttavia, l’impresa che intenda intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione – fondati sulla affidabilità necessaria ex lege – deve essere vigile e responsabile nella selezione dei dipendenti di cui si avvale. 7.3. Sia in sede di assunzione che nel corso dei rapporti di lavoro, infatti, essa si deve organizzare in modo tale da avere una struttura su cui non possa interferire la criminalità organizzata, ben potendo l’impresa far valere anche la giusta causa del recesso da rapporti di lavoro già instaurati, rappresentando che la loro prosecuzione, con chi ne sia risultato contiguo, può indurre la Prefettura a disporre misure interdittive. 8. La Prefettura del tutto ragionevolmente rileva la sussistenza del rischio di infiltrazioni, quando l’impresa – per disattenzione o per ‘quieto vivere’ – non abbia disposto controlli o abbia esercitato filtri selettivi sulle assunzioni (in un contesto per di più ad alta densità criminale). 9. Sotto tale profilo, dunque, le disposizioni del codice antimafia (d. lgs. n. 159 del 2011) – nella misura in cui costituiscano, come detto, la fonte ex lege di obblighi di vigilanza dell’impresa in ordine alla gestione delle proprie strutture e dei propri dipendenti – rinvengono una propria giustificazione nell’art. 41, terzo comma, Cost., per il quale «la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali» 9.1. Ciò risponde ad una interpretazione di tale disposizione costituzionale che, superata la originaria matrice dirigistica, evolva invece verso una più matura e democratica visione del rapporto tra autonomia imprenditoriale e pubblico potere, intesa a responsabilizzare massimamente e a rendere consapevoli le imprese, che intendano svolgere la loro attività economica con lo Stato e per lo Stato, circa il fondamentale presupposto e, insieme, il «fine sociale» di tale rapporto, riguardato sul versante della legislazione antimafia, ossia la loro alta affidabilità e la loro impermeabilità al fenomeno mafioso."

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. III del 20.7.2016 n. 3299

 
Note Legali
L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

La vicenda giunta all'attenzione della Terza Sezione del Consiglio di Stato riguarda una società (appellata) che svolge la propria attività nel settore della raccolta e del trattamento dei rifiuti solidi urbani e, in tale qualità, ha ottenuto diversi affidamenti, anche in forma diretta, da parte di ... Continua a leggere

«:::::::::GA:::::::::»
 
 
Chiudi Messaggio
Questo sito utilizza i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione. Per saperne di più accedi alla Informativa sulla Privacy. Procedendo nella navigazione, acconsenti all'uso dei cookie.