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sabato 21 dicembre 2013 07:38

Società calcistiche: l'Agenzia delle Entrate chiarisce tutti i profili fiscali su calciatori, sponsor, steward e biglietti omaggio

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare n. 37/E dell'Agenzia delle Entrate del 20.12.2013

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Con la circolare n. 37/E l'Agenzia delle Entrate esamina alcune questioni fiscali emerse nel corso del Tavolo tecnico tra Agenzia delle Entrate e rappresentanti della Federazione Italiana Giuoco Calcio e delle Leghe Nazionali Professionisti. In particolare vengono analizzate le seguenti questioni: 1.1 Prima sistemazione dei calciatori professionisti; 1.2 Sede di lavoro dei calciatori professionisti “tesserati” con le società; Ritiri pre-campionato e ritiri pre-partita; 1.4 Vitto nella giornata di allenamento; 1.5 Biglietti omaggio; 1.6 Charter aereo utilizzato per le trasferte; 1.7 Beni assegnati in virtù di contratti con gli sponsor; 1.8 Premi erogati dagli sponsor; 1.9 Provini di atleti minorenni; 1.10 Osservatori di giocatori; 1.11 Servizi di assistenza e controllo presso lo Stadio effettuato da steward; 1.12 Ammortamento del diritto pluriennale alle prestazioni sportive di un calciatore; Cessione del contratto relativo alle prestazioni dei calciatori - Momento di effettuazione dell’operazione; Integrazione successiva del prezzo (additional compensation); Trattamento del “premio di preparazione”, del “premio alla carriera”, dell’“indennità di formazione” e del “meccanismo di solidarietà”. Per accedere al testo della circolare cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare n. 37/E dell'Agenzia delle Entrate del 20.12.2013

 
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L'utilizzazione dei contenuti di Gazzetta Amministrativa da parte di altre testate, siti internet, giornali, televisione, ecc., è consentita esclusivamente con indicazione della fonte "www.gazzettaamministrativa.it" e contestuale link o collegamento alla pagina di pubblicazione del contenuto di volta in volta attenzionato.

Con la circolare n. 37/E l'Agenzia delle Entrate esamina alcune questioni fiscali emerse nel corso del Tavolo tecnico tra Agenzia delle Entrate e rappresentanti della Federazione Italiana Giuoco Calcio e delle Leghe Nazionali Professionisti. In particolare vengono analizzate le seguenti questioni: ... Continua a leggere

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sabato 21 dicembre 2013 07:47

Impianti fotovoltaici: chiarimenti sui profili catastali e aspetti fiscali

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 36/E del 19.12.2013

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Il mercato della produzione di energia elettrica mediante fonti rinnovabili ha suscitato l’attenzione degli operatori in relazione agli adempimenti di carattere fiscale riguardanti lo svolgimento di questa particolare attività. L’Amministrazione fiscale è intervenuta con documenti di prassi per chiarire come rilevano ai fini delle imposte dirette e dell’IVA gli incentivi erogati ai titolari di impianti di energia da fonti rinnovabili, e come sono inquadrati in ambito catastale gli impianti fotovoltaici. Considerato che dagli operatori del settore sono pervenute ulteriori richieste di chiarimenti sull’argomento, l'Agenzia ha adottato la circolare n. 36/E con l’obiettivo di fornire risposta a tali richieste completando e armonizzando le precisazioni già rese in relazione agli impianti fotovoltaici. Particolare attenzione viene dedicata alla questione della qualificazione mobiliare o immobiliare degli impianti fotovoltaici e alle conseguenze che ne derivano in materia catastale e tributaria. In presenza di tematiche riguardanti anche investimenti nell’eolico, le soluzioni prospettate sono applicabili, per quanto compatibili, anche a questi ultimi investimenti. Per continuare nella lettura cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 36/E del 19.12.2013

 
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mercoledì 4 settembre 2013 13:09

Come chiedere un rimborso all'Agenzia delle Entrate

a cura del Prof. Avv. Enrico Michetti

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E' on line su “Entrate in video”, www.youtube.com/Entrateinvideo, una clip che illustra ai contribuenti come richiedere il rimborso delle imposte versate in misura maggiore rispetto a quanto dovuto. L'Agenzia delle Entrate ha realizzato un filmato per chiarire tutti i dubbi sui rimborsi. E’ infatti disponibile da oggi su “Entrate in video”, www.youtube.com/Entrateinvideo, una clip che illustra ai contribuenti come richiedere il rimborso delle imposte versate in misura maggiore rispetto a quanto dovuto. Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al provvedimento".

a cura del Prof. Avv. Enrico Michetti

 
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E' on line su “Entrate in video”, www.youtube.com/Entrateinvideo, una clip che illustra ai contribuenti come richiedere il rimborso delle imposte versate in misura maggiore rispetto a quanto dovuto. L'Agenzia delle Entrate ha realizzato un filmato per chiarire tutti i dubbi sui rimborsi. E’ infatti ... Continua a leggere

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domenica 17 marzo 2013 13:44

Benefici Fiscali a favore dei disabili: on line la guida dell'Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate

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È on line la Guida alle agevolazioni Fiscali per i disabili nella quale sono chiarite le regole e le modalità da seguire per richiedere le seguenti agevolazioni: A) FIGLI A CARICO: Per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico spettano le seguenti detrazioni Irpef: 1. se ha un’età inferiore a tre anni 1.120 euro (1.620 euro dal 1° gennaio 2013); 2. per gli altri figli 1.020 euro (1.350 euro dal 1° gennaio 2013) Con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. Le detrazioni sono concesse in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta e il loro importo diminuisce con l’aumentare del reddito, fino ad annullarsi quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro. B) VEICOLI: 1. detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per l’acquisto; 2. Iva agevolata al 4% sull’acquisto; 3. esenzione dal bollo auto; 4. esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà. C) ALTRI MEZZI DI AUSILIO E SUSSIDI TECNICI E INFORMATICI: 1. detrazione Irpef del 19% della spesa sostenuta per i sussidi tecnici e informatici; 2. Iva agevolata al 4% per l’acquisto dei sussidi tecnici e informatici; 3. detrazioni delle spese di acquisto e di mantenimento del cane guida per i non vedenti; 4. detrazione Irpef del 19% delle spese sostenute per i servizi di interpretariato dei sordi. D) ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE: 1. detrazione Irpef delle spese sostenute per la realizzazione degli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche. E) SPESE SANITARIE: 1. deduzione dal reddito complessivo dell’intero importo delle spese mediche generiche e di assistenza specifica; F) ASSISTENZA PERSONALE: 1. deduzione dal reddito complessivo degli oneri contributivi (fino all’importo massimo di 1.549,37 euro) versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare; 2. detrazione del 19% delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale, da calcolare su un importo massimo di 2.100 euro, a condizione che il reddito del contribuente non sia superiore a 40.000 euro.

Agenzia delle Entrate

 
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È on line la Guida alle agevolazioni Fiscali per i disabili nella quale sono chiarite le regole e le modalità da seguire per richiedere le seguenti agevolazioni: A) FIGLI A CARICO: Per ogni figlio portatore di handicap fiscalmente a carico spettano le seguenti detrazioni Irpef: 1. se ha un’età inf ... Continua a leggere

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giovedì 21 novembre 2013 15:07

Agenzia delle Entrate: 75 milioni di euro di rimborsi Irpef per chi ha perso il lavoro

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato dell'Agenzia delle Entrate del 14.11.2013

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Sono oltre 96mila i cittadini che riceveranno le somme a dicembre 75 milioni di euro di rimborsi fiscali sotto l’albero di Natale per gli oltre 96mila contribuenti che, non avendo più un datore di lavoro e vantando un credito fiscale, hanno usufruito dell’opportunità offerta dal Decreto del Fare (art. 51-bis del Dl n. 69/2013) di presentare il modello 730 Situazioni particolari (Sp), lo scorso settembre. L'Agenzia delle Entrate precisa, infatti, che a partire dal 15 dicembre i contribuenti che hanno comunicato il proprio codice Iban riceveranno i rimborsi direttamente sul proprio conto corrente. Per tutti gli altri contribuenti, a partire dal 21 dicembre, saranno, invece, disponibili presso gli uffici postali i rimborsi in contanti. A partire dal 2014 i contribuenti che non hanno più un posto di lavoro potranno presentare la dichiarazione 730 non soltanto nel caso di somme a credito, ma anche nel caso di importi a debito. Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato dell'Agenzia delle Entrate del 14.11.2013

 
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Sono oltre 96mila i cittadini che riceveranno le somme a dicembre 75 milioni di euro di rimborsi fiscali sotto l’albero di Natale per gli oltre 96mila contribuenti che, non avendo più un datore di lavoro e vantando un credito fiscale, hanno usufruito dell’opportunità offerta dal Decreto del Fare ( ... Continua a leggere

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mercoledì 7 marzo 2012 08:46

Agenzia delle Entrate: pubblicata la guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie

Agenzia delle Entrate

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Utile guida redatta dall'Agenzia delle Entrate che intende fornire le indicazioni necessarie per richiedere correttamente il beneficio fiscale, illustrando modalità e adempimenti. in particolare l'Agenzia informa che dal 1.1.2012, la detrazione fiscale del 36% sulle ristrutturazioni edilizie non ha più scadenza. L'art. 4 del Decreto legge n. 201/2011 ha previsto l'inserimento dell'agevolazione tra gli oneri detraibili ai fini Irpef. Inoltre e' a regime anche la detrazione relativa agli interventi di ristrutturazione, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedono, entro sei mesi dalla data di termine dei lavori, alla successi-va alienazione o assegnazione dell'immobile. In questi casi, spiega l'Agenzia, l'acquirente o l'assegnatario della singola unità immobiliare potrà fruire del 36% del valore degli interventi eseguiti. Questo valore si assume in misura pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione e, comunque, entro l'importo massimo di 48.000 euro. Negli ultimi anni la normativa che disciplina la materia è stata più volte modificata. Tra le più recenti novità vengono segnalate: 1) l'abolizione dell'obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara; 2) la riduzione della percentuale (dal 10 al 4%) della ritenuta d'acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l'obbligo di operare; 3) l'eliminazione dell'obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall'impresa che esegue i lavori; 4) la facoltà riconosciuta al venditore, nel caso in cui l'unità immobiliare sulla quale sono stati eseguiti i lavori sia ceduta prima che sia trascorso l'intero periodo di godimento della detrazione, di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all'acquirente (persona fisica) dell'immobile; 5) l'obbligo per tutti i contribuenti di ripartire l'importo detraibile in 10 quote annuali; dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali; 6) l'estensione dell'agevolazione agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Agenzia delle Entrate

 
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Utile guida redatta dall'Agenzia delle Entrate che intende fornire le indicazioni necessarie per richiedere correttamente il beneficio fiscale, illustrando modalità e adempimenti. in particolare l'Agenzia informa che dal 1.1.2012, la detrazione fiscale del 36% sulle ristrutturazioni edilizie non ha ... Continua a leggere

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domenica 2 febbraio 2014 11:39

Accesso ai documenti: ragioni di Privacy non sono sufficiente per legittimare il diniego dell'Agenzia delle Entrate all'accesso ai documenti che, ove ricorrano i presupposti, vanno rilasciati con oscuramento della parte dell'8 per mille e delle detrazioni delle spese sanitarie

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV

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Nel giudizio in esame il ricorrente, proprietario di un immobile locato ad una società per usi commerciali, chiedeva all'Agenzia delle Entrate di Catanzaro copia delle dichiarazioni reddituali presentati negli ultimi cinque anni di imposta, dalla società, dal suo legale rappresentante e da altro socio. Avanzava dichiaratamente la richiesta in forza della necessità di conoscere le reali condizioni economiche della società e dei soci personalmente responsabili, atteso che la prima era in mora nel pagamento del canone d'affitto, aveva già comunicato preavviso di recesso dal contratto di locazione per insostenibilità economica del relativo canone, nonchè programmato la trasformazione in società di capitali. I controinteressati si opponevano al rilascio degli atti per asserite ragioni di privacy. L'Agenzia respingeva l'istanza. Il TAR Catanzaro, investito del gravame aveva dichiarato inammissibile il ricorso per difetto di interesse affermando, in parte motiva, che i dati sono sensibili, non risulta proposta alcuna azione giudiziaria e, soprattutto, i dati reddituali nulla hanno a che vedere con la vicenda locativa. Il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza ordinando all'amministrazione l'esibizione degli atti richiesti, con l'osservanza di alcune modalità si seguito specificate, entro e non oltre giorni 20 dalla notificazione o comunicazione della decisione. In particolare, il Collegio rileva che la legge subordina l'accessibilità del documento amministrativo ad un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso. L'interesse (diretto, concreto ed attuale) è dunque riferito al documento del quale si chiede l'ostensione; la "corrispondenza" è da intendersi invece quale nesso di strumentalità o anche semplicemente connessione con una situazione giuridica che l'ordinamento protegge attraverso la concessione di strumenti di tutela (non importa se essi siano giurisdizionali od amministrativi). La norma non richiede per l'ostensibilità del documento la pendenza di un giudizio, o la dichiarazione di volerlo proporre, nè a fortiori autorizza valutazioni in ordine alla concreta utilità del documento rispetto alle ragioni difensive dell'istante, non foss'altro perchè spesso è la stessa amministrazione ad essere indicata quale responsabile della lesione della posizione giuridica che l'istante vuol tutelare, sicchè lasciare allìamministrazione il sindacato sull'utilità ed efficacia del documento in ordine all'esito della causa, significherebbe dare ad una parte del giudizio il dominio della causa. Ciò non significa che l'amministrazione non debba fare alcuna valutazione: piuttosto la valutazione deve riguardare il "collegamento" della situazione giuridica da tutelare, con il documento del quale è richiesta l'ostensione. L'amministrazione deve dunque consentire l'accesso se il documento contiene notizie e dati che, secondo quanto esposto dall'istante, nonchè alla luce di un esame oggettivo, attengono alla situazione giuridica tutelata (ad esempio, la fondano, la integrano, la rafforzano o semplicemente la citano) o con essa interferiscono in quanto la ledono, ne diminuiscono gli effetti, o ancora documentano parametri, criteri e giudizi, rilevanti al fine di individuare il metro di valutazione utilizzato in procedure concorsuali . Accertato il collegamento, ogni altra indagine sull'utilità ed efficacia in chiave difensiva del documento, od ancora, sull'ammissibilità o tempestività della domanda di tutela prospettata, è sicuramente ultronea. Così com'è ultronea l'indagine sulla natura degli strumenti di tutela disponibili, poichè essi possono essere giurisdizionali, ma anche amministrativi, e finanche di natura non remediale (come potrebbe essere semplicemente la costruttiva partecipazione ad un procedimento amministrativo, ad ex art. 10 bis l. 241/90) o sollecitatoria (ad es. la richiesta di annullamento in autotutela di un provvedimento amministrativo). Una volta accertato il collegamento, l'amministrazione deve parimenti accertare se l'interesse sia diretto, concreto ed attuale: ciò significa che l'istante dev'essere il portatore della posizione giuridica soggettiva tutelata (o, ovviamente un suo rappresentante), che l'esigenza di tutela non dev'essere astratta o meramente ipotetica, ed ancora, che vi siano riflessi attuali del documento sulla posizione giuridica tutelata (l'interesse non deve cioè essere meramente storico documentativo). Il quadro muta ove vi siano controinteressati all'accesso per motivi di tutela della propria sfera di riservatezza: in questo caso, in effetti, la norma fa riferimento, alla necessità di "curare" o "difendere" interessi giuridici. Nel caso di specie tuttavia, deve escludersi che si tratti di dati personali sussumibili nel disposto dell'art. 24 comma 6 lett. d) e comma 7. Il legislatore è addirittura intervenuto ad affermare il principio di trasparenza nei rapporti fiscali consentendo espressamente l'accessibilità delle dichiarazioni fiscali nei modi e con i limiti stabiliti dalla disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi di cui agli articoli 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, (Cfr. art. 42 DL 112/2008, convertito in legge 133/2008). Non v'è motivo dunque per negare l'accesso. L'essere titolare di un rapporto contrattuale con la società controinteressata, allo stato morosa, che ha tra l'altro già comunicato preavviso di recesso dal contratto di locazione per insostenibilità economica del relativo canone, nonchè programmato la trasformazione in società di capitali (trasformazione alla quale il sig. Traficante, creditore, si è opposto) costituisce circostanza idonea a sostanziare un interesse giuridicamente rilevate e collegato ai documenti fiscali richiesti, in quanto rappresentativi dell'ammontare dei redditi posseduti dai soggetti debitori. Piuttosto, può ricorrersi all'oscuramento delle parti delle dichiarazioni che possano indirettamente fornire notizie sulle convinzioni religiose o filosofiche, o sulle condizioni di salute (il riferimento è alla scelta dell'8 per mille, o alle detrazioni delle spese per motivi sanitari). Per scaricare la sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. IV

 
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lunedì 11 novembre 2013 19:10

Agenzia delle Entrate: su YouTube la guida al Bonus arredi

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del video Agenzia delle Entrate

Online il video delle Entrate che spiega come ottenere l’agevolazione. Per accedere al video cliccare su "Accedi al Provvedimento".

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domenica 24 marzo 2013 07:31

Impugnazione dei ruoli emessi dagli Uffici Provinciali-Territorio dell’Agenzia delle Entrate: approvati i fogli avvertenze delle cartelle di pagamento

Agenzia delle Entrate

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Il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha approvato i fogli avvertenze della cartella di pagamento relativa ai ruoli del settore Territorio in materia di imposta ipotecaria, tasse ipotecarie, tributi speciali catastali, oneri e sanzioni amministrative in materia tributaria. Chiarisce l'Agenzia che l’art. 23-quater, comma 1, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che prevede che, a decorrere dal 1° dicembre 2012, l’Agenzia del Territorio sia incorporata nell’Agenzia delle Entrate, dalla predetta data del 1° dicembre 2012, l’Agenzia delle Entrate esercita le funzioni e i compiti già svolti dall’Agenzia del Territorio, compresi i relativi rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali. Fino al perfezionamento del processo di integrazione conseguente all’incorporazione, l’attività già esercitata dagli Uffici Provinciali dell’Agenzia del Territorio continua ad essere esercitata dalle strutture periferiche competenti, che hanno assunto la denominazione di Uffici Provinciali-Territorio. Chi intende proporre ricorso avverso i ruoli emessi dagli Uffici Provinciali- Territorio dell’Agenzia delle Entrate, successivamente al 1° dicembre 2012, è tenuto preliminarmente a presentare istanza di reclamo-mediazione, ai sensi dell’art. 17-bis del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546. Il procedimento di reclamo-mediazione non si applica, invece, alle controversie concernenti i ruoli emessi dagli Uffici Provinciali dell’Agenzia del Territorio fino al 30 novembre 2012, anche se la cartella di pagamento è stata notificata dopo il 1° dicembre 2012. Per visualizzare le avvertenze cliccare sul titolo sopra linkato.

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Il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha approvato i fogli avvertenze della cartella di pagamento relativa ai ruoli del settore Territorio in materia di imposta ipotecaria, tasse ipotecarie, tributi speciali catastali, oneri e sanzioni amministrative in materia tributaria. Chiarisce l'Agenzia che ... Continua a leggere

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giovedì 13 febbraio 2014 18:30

Errori fiscali: su You Tube il video dell'Agenzia dell'Entrate per correggere errori ed omissioni con il ravvedimento operoso

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato dell'Agenzia delle Entrate del 10.2.2014

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È il ravvedimento operoso il tema del nuovo video del canale YouTube dell'Agenzia delle Entrate che spiega come regolarizzare spontaneamente errori e omissioni nel versamento delle imposte o negli adempimenti tributari. Il filmato, realizzato internamente e a costo zero, è raggiungibile all'indirizzo www.youtube.com/Entrateinvideo ed è accessibile a tutti grazie all'utilizzo di sottotitoli in italiano e nelle principali lingue straniere. Tutti i passaggi del ravvedimento - Nel video un funzionario dell'Agenzia spiega come regolarizzare in modo spontaneo l'omesso o insufficiente pagamento delle imposte dovute e i tempi in cui è possibile farlo. Chi si ravvede spontaneamente, infatti, può beneficiare di una sanzione ridotta che dovrà essere versata insieme alla somma dovuta e agli interessi, calcolati al tasso legale annuo, dal giorno della scadenza al giorno in cui il versamento viene effettivamente eseguito. Chi può ravvedersi - Possono ravvedersi tutti i contribuenti, entro i limiti di tempo previsti. Infatti, il ravvedimento non è più attuabile quando la violazione è già stata constatata e notificata a chi l'ha commessa, quando sono già iniziati accessi, ispezioni o verifiche e quando sono iniziate altre attività di accertamento già comunicate al contribuente. È possibile ravvedersi anche in caso di ritardo nella presentazione della dichiarazione dei redditi, se il ritardo non supera i 90 giorni, versando, entro lo stesso termine, una sanzione di 25 euro. Come effettuare i versamenti - Per i pagamenti basta utilizzare il modello F24 per le imposte sui redditi, le relative imposte sostitutive, le ritenute, l'Iva, l'Irap, e il modello F23 per l'imposta di registro e gli altri tributi indiretti. In caso di ravvedimento per imposta di registro dovuta per i contratti di locazione, è possibile utilizzare anche il modello 24 Elementi Identificativi. Per maggiori informazioni cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato dell'Agenzia delle Entrate del 10.2.2014

 
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È il ravvedimento operoso il tema del nuovo video del canale YouTube dell'Agenzia delle Entrate che spiega come regolarizzare spontaneamente errori e omissioni nel versamento delle imposte o negli adempimenti tributari. Il filmato, realizzato internamente e a costo zero, è raggiungibile all'indiri ... Continua a leggere

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giovedì 9 maggio 2013 16:36

Elezioni amministrative 2013: tutte le agevolazioni per i viaggi aerei, ferroviari, autostradali e via mare a favore di chi deve spostarsi per votare il 26 e 27 maggio

Ministero dell'Interno

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Il Ministero dell'Interno, in vista delle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013 e delle elezioni comunali in Sicilia del 9 e 10 giugno 2013, rende note le principali condizioni relative alle agevolazioni di viaggio che saranno applicate dagli enti e società competenti, a favore degli elettori che si recheranno a votare presso il proprio comune di iscrizione elettorale. In particolare: 1. Agevolazioni aeree: E’ prevista per gli elettori un’agevolazione di viaggio, nella misura del 40%, per l’acquisto del biglietto aereo di andata e ritorno alla sede elettorale di iscrizione, per i viaggi aerei effettuati sul territorio nazionale. L’importo massimo rimborsabile non può essere superiore a 40 euro per il viaggio di andata e ritorno per ogni elettore. A questa iniziativa ha aderito esclusivamente la società Alitalia che applicherà le agevolazioni esclusivamente ai biglietti rilasciati per viaggi di andata e ritorno. 2. Agevolazioni per i viaggi ferroviari: La Società Trenitalia S.p.A. e la Società “Nuovo Trasporto Viaggiatori S.p.A.” (N.T.V.) hanno stabilito alcune agevolazioni, applicabili ai viaggi degli elettori residenti in Italia ed ai viaggi degli elettori residenti all’estero, che prevedono la riduzione del prezzo del biglietto fino al 70%. 3. Agevolazioni autostradali: Le Concessionarie autostradali aderiranno alla richiesta di gratuità del pedaggio, sia all’andata che al ritorno, per i soli elettori residenti all’estero, su tutta la rete nazionale. 4. Agevolazioni per i viaggi via mare: Le società di navigazione “Compagnia Italiana di Navigazione” e “Compagnia delle Isole” applicheranno, nell’ambito del territorio nazionale, le consuete agevolazioni a favore degli elettori residenti in Italia e di quelli provenienti dall’estero che dovranno raggiungere il comune nelle cui liste elettorali sono iscritti, per poter esercitare il diritto di voto. Per tali elettori verrà applicata la riduzione del 60% sulla “tariffa ordinaria”. Le condizioni previste per usufruire di tutte le agevolazioni sopraelencate sono consultabili cliccando sul titolo sopra linkato.

Ministero dell'Interno

 
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Il Ministero dell'Interno, in vista delle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio 2013 e delle elezioni comunali in Sicilia del 9 e 10 giugno 2013, rende note le principali condizioni relative alle agevolazioni di viaggio che saranno applicate dagli enti e società competenti, a favore degli elet ... Continua a leggere

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martedì 22 gennaio 2013 09:55

IVA per cassa chiarita in sintesi dall'Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate

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Con un depliant l'Agenzia delle Entrate chiarisce come e quando passare al regime per cassa, che consente di versare l'IVA sulle vendite solo quando si incassa il corrispettivo dal cliente e non al momento dell'effettuazione dell'operazione e si detrae l'IVA sugli acquisti quando si paga il fornitore. Ricevere una fattura con l'indicazione "operazione IVA per cassa" consente di detrarre subito l'imposta salvo che si abbia scelto lo stesso regime.

Agenzia delle Entrate

 
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Con un depliant l'Agenzia delle Entrate chiarisce come e quando passare al regime per cassa, che consente di versare l'IVA sulle vendite solo quando si incassa il corrispettivo dal cliente e non al momento dell'effettuazione dell'operazione e si detrae l'IVA sugli acquisti quando si paga il fornito ... Continua a leggere

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venerdì 11 ottobre 2013 23:55

Bonus per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici: on line la mini guida dell'Agenzia delle Entrate

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della mini guida Agenzia delle Entrate

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L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una mini guida per usufruire di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.Quando si può avere, Per quali acquisti Come si ottiene il bonus, l'importo detraibile, i pagamenti ed i documenti da conservare questi gli argomenti trattati nella mini guida visualizzabile cliccando su "Accedi al Provvedimento".

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domenica 10 febbraio 2013 09:45

L’atto amministrativo che si fonda su una pluralità di ragioni è legittimo anche quando lo sia una sola di esse, di per sé idonea a sostenere l’atto

TAR Basilicata

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E' pacifico in giurisprudenza che, in omaggio al principio di conservazione degli atti, nel caso in cui l’atto amministrativo gravato “si fondi su una pluralità di ragioni, ognuna delle quali abbia autonoma sufficienza, esso è legittimo anche quando lo sia una sola di esse, di per sé idonea a sostenere l’atto” (T.A.R. Campania - Salerno, 19.4.2000, n. 275), con la conseguenza che alcun rilievo potrebbero assumere rilievo le censure volte a contestare gli ulteriori profili motivazionali (giurisprudenza costante, cfr T.A.R. Campania Salerno, sez. II, 17 gennaio 2011, n. 63; T.A.R. Campania Napoli, sez. VIII, 14 gennaio 2011 , n. 139; T.A.R. Campania Napoli, sez. VII, 14 gennaio 2011 , n. 164).

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domenica 3 marzo 2013 11:13

Gestione di servizi pubblici locali a mezzo della costituzione di società mista: il divieto di costituire nuove società opera nei confronti di tutti gli enti, senza distinzione tra virtuosi e non, con popolazione inferiore a 30.000 abitanti

Corte dei Conti

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Il Sindaco di Dorgali, comune con popolazione inferiore a 30.000 abitanti, sul presupposto dell’incertezza interpretativo-applicativa recata dalle disposizioni di cui all’art. 14 comma 32 del d.l. 78/2010, ha posto il seguente quesito <<…se sulla base delle vigenti normative il Comune possa o meno costituire una società mista pubblico-privata, conforme al diritto comunitario su partenariati pubblico-privati istituzionalizzati, per la gestione dei servizi di custodia, gestione e fruizione pubblica dei siti ambientali e culturali demandati alla sua competenza…>>, previa indizione di gara con doppio oggetto per la selezione del socio privato e la determinazione dei servizi da dare in concessione alla società mista, in aderenza ai canoni della normativa comunitaria. Ha, successivamente, integrato il quesito precisando che le dimensioni turistiche ed economiche registrate dal comune, attestate dalle presenze e dai visitatori paganti, suggerirebbero l’opportunità di istituire una società mista (partenariato pubblico-privato) per la gestione dei siti ambientali e culturali che si gioverebbe di sicuri ricavi positivi. ad avviso della Corte il tema posto dal comune di Dorgali, relativo alla gestione di servizi pubblici locali a mezzo della costituzione di società mista realizzata con il coinvolgimento del partenariato privato, secondo modelli e canoni comunitari, si inquadra evidentemente in tale scenario da considerarsi in evoluzione. Allo stato attuale, però, in attesa dell’assetto complessivo definitivo che il Legislatore dovrà apportare, con la precedente citata decisione n.148 del 7 giugno 2012 la stessa Corte costituzionale ha espressamente indicato, facendola salva dalle censure, la disciplina vincolistica da considerarsi vigente, limitatamente alle condizioni che presiedono alla costituzione e al mantenimento delle società partecipate, recata dall’art. 14 comma 32 del d.l. n. 78 del 2010 (convertito con l. 122 del 2010). Rispondendo così al quesito in esame, ne discende che i Comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti non possono costituire nuove società, nè strumentali nè di gestione servizi pubblici, poiché, tra l’altro, detta disposizione è atta ad incidere in modo permanente sul diritto societario, secondo quanto precisato dalla Corte costituzionale. Con l’occasione, richiamando per compiutezza il regime giuridico prescritto dal richiamato art. 14 comma 32 d.l. 78/2010 da applicarsi, invece, alle società già costituite nei medesimi Comuni al di sotto di 30.000 abitanti, va ribadito l’obbligo assoluto (valevole, per precisione, per tutti gli enti senza distinzioni quantitativo-demografiche) di cedere le partecipazioni di maggioranza o di minoranza vietate, cioè non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali (art. 3 commi 27, 28 e 29 legge 244/2007, espressamente richiamati dal cit. art. 14 comma 32 d.l. 78/2010). Le restanti partecipazioni societarie ad oggi mantenute dai detti comuni (ovvero consentite solo in quanto coerenti con i fini dell’ente e con l’avvertenza che il mantenimento deve essere autorizzato dall’organo competente con delibera motivata), dovranno essere liquidate ove 1) non abbiano il bilancio in utile negli ultimi esercizi, 2) abbiano subito riduzioni di capitali conseguenti a perdite di bilancio negli ultimi esercizi, 3) abbiano subito perdite di bilancio ripianate a carico del bilancio del comune negli ultimi esercizi (v. cit. art. 14 comma 32 del d.l. 78/2010). Il termine per la messa in liquidazione già previsto per il 31 dicembre 2012, è stato differito di 9 mesi (art. 29, comma 11 bis D.L. 216/2011). Tale obbligo di liquidazione, quindi, non sussiste per i comuni le cui società siano virtuose nel senso sopra precisato (in tali termini v. cit. Corte costituzionale n. 148 del 13 giugno 2012). Si deve ribadire, quindi, rispondendo al quesito di DORGALI, che il divieto di costituire nuove società opera nei confronti di tutti gli enti, senza distinzione tra virtuosi e non, con popolazione inferiore a 30.000 abitanti. Tale divieto risponde all’esigenza di evitare eccessivi indebitamenti da parte di enti le cui piccole dimensioni non consentono un ritorno economico in grado di compensare le eventuali perdite subite……non precludendo neanche agli enti con popolazione inferiore a 30.000 abitanti la possibilità di mantenere in esercizio le società già costituite (v. cit. Corte costituzionale n. 148 del 13 giugno 2012). Alla luce di quanto sin qui esposto, la Sezione ritiene che le ulteriori argomentazioni pervenute dal comune di Dorgali, riferite in premessa, non possono consentire il superamento della disciplina vigente.

Corte dei Conti

 
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Il Sindaco di Dorgali, comune con popolazione inferiore a 30.000 abitanti, sul presupposto dell’incertezza interpretativo-applicativa recata dalle disposizioni di cui all’art. 14 comma 32 del d.l. 78/2010, ha posto il seguente quesito <<…se sulla base delle vigenti normative il Comune possa o meno ... Continua a leggere

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martedì 1 novembre 2011 11:54

Sanatoria delle liti pendenti più facile con i chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate

Con circolare n. 48 del 24.10.2011 l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una utile guida delle fattispecie definibili con la sanatoria delle liti minori precisando l'ambito di applicazione, le modalità procedurali ed il perfezionamento, l'efficacia e la validità delle definizioni.

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sabato 14 dicembre 2013 08:18

Approvato il Piano Destinazione Italia: credito alle imprese, sconti RC auto e taglio alle bollette energetiche

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 13.12.2013

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La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha precisato le novità introdotte con il Piano Destinazione Italia: 1) PIÙ CREDITO PER LE IMPRESE. Per la diffusione di canali di finanziamento delle imprese sul mercato alternativi (corporate bonds) e complementari al credito bancario, idonei a contrastare efficacemente il credit crunch, si vogliono mobilitare progressivamente fino a 20 miliardi di euro di credito aggiuntivo, con scarsi oneri per la finanza pubblica (4 milioni annui). Si spinge anche l’investimento degli investitori istituzionali italiani (compagnie di assicurazione e fondi pensione) verso il finanziamento delle imprese italiane. 2) CREDITO D'IMPOSTA sul 50% delle spese per favorire l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo. Si punta sull’innovazione, con un credito d’imposta sul 50% delle spese incrementali in ricerca e sviluppo negli anni 2014-2016, con agevolazione massima di 2,5 milioni di euro per impresa ed un budget totale pari a 200 milioni di euro annui, a valere sulla prossima programmazione dei fondi comunitari 2014-2020 (che spesso non sono stati finora pienamente utilizzati dall’Italia). In questo modo potremo attivare nuovi investimenti in ricerca e sviluppo per oltre 600 milioni di euro annui. 3) MISURE PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE delle imprese. Le esportazioni sono un fondamentale fattore di crescita per la nostra economia, e saranno incentivate con un progetto complessivo che prevede il rifinanziamento dell’attività di promozione dell’ICE per 22 milioni di euro per l’anno 2014, l’estensione degli orari di apertura delle dogane e l’ampliamento dei consorzi per l’internazionalizzazione delle imprese agricole, facilitazioni nell’ottenimento di certificati e documenti anche in lingua inglese, e misure volte a favorire il funzionamento delle Camere italo-estere ed estere in Italia. 4) DIGITALIZZAZIONE DELLE PMI - Pianificazione delle frequenze del servizio televisivo digitale terrestre. Al fine di favorire la digitalizzazione e l’ammodernamento tecnologico delle PMI si provvede a stanziare finanziamenti a fondo perduto mediante voucher dell’importo massimo di 10.000 euro. Si prevede, inoltre, che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni escluda dalla pianificazione delle frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre le frequenze riconosciute a livello internazionale ed utilizzate dai Paesi confinanti, pianificate ed assegnate ad operatori di rete televisivi in Italia ed oggetto di accertate situazioni interferenziali. Detta disposizione intende risolvere le numerose situazioni interferenziali nel settore televisivo con i Paesi confinanti. La liberalizzazione di tali frequenze dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2014, o si darà luogo a disattivazione coattiva. Si prevedono misure economiche compensative finalizzate al volontario rilascio dello spettro radioelettrico o per l’erogazione di indennizzi eventualmente dovuti. 5) MUTUI AGEVOLATI A TASSO ZERO per contrastare le crisi industriali. Per contrastare le crisi industriali, anche al di fuori delle aree di crisi complessa, e favorire lo sviluppo dell’autoimprenditorialità e delle piccole imprese, soprattutto ad opera di giovani e donne, si semplificano e razionalizzano le attuali agevolazioni della Legge 185, concentrandole nella forma del mutuo agevolato a tasso zero ed eliminando la parte di contributo a fondo perduto, consentendo di attivare 300 milioni di nuovi investimenti con 3000 nuovi occupati. 6) Attuazione di disposizioni in materia di ASSICURAZIONE R.C. Auto. Le disposizioni approntate mirano, nel pieno rispetto e nel potenziamento della concorrenza tra imprese e della trasparenza del mercato, a conseguire un radicale abbattimento dei premi assicurativi e una ferma lotta alle frodi. Nessun pregiudizio per l’autonomia negoziale delle compagnie che, al contrario, è preservata ed ampliata per effetto di varie previsioni. Tali compagnie, però, incorreranno in una serie di sanzioni pecuniarie ogni volta in cui violeranno i nuovi obblighi posti a tutela degli assicurati e, più in generale, del mercato. Tutti gli introiti derivanti dalle sanzioni confluiranno nel Fondo di garanzia per le vittime della strada. Gli interventi A favore e a tutela degli assicurati mediante riduzione del premio assicurativo a fronte di: a) installazione scatola nera: l’assicurazione ha la facoltà di proporre tale installazione all’assicurato, in sede di stipula del contratto. Se acconsente, l’assicurato fruisce di uno sconto di almeno il 7 per cento; b) risarcimento del danno in forma specifica: l’impresa ogni anno stabilisce se avvalersi della facoltà di risarcire in forma specifica i danni nei confronti dei propri assicurati e dei terzi. In questo caso si avvale di società di riparazione convenzionate; l’assicurato può comunque chiedere che la riparazione sia effettuata da un autoriparatore di propria fiducia il quale, previa presentazione di fattura, riceverà direttamente dall’assicurazione la somma dovuta. La compagnia che intende avvalersi di tale facoltà deve comunicarlo all’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) entro il 20 dicembre di ogni anno (per il 2014 entro il 30 gennaio). Se intende invece risarcire il danno per equivalente, deve darne informativa all’assicurato all’atto della stipulazione del contratto. Il risarcimento in forma specifica dà diritto alla riduzione del premio in misura almeno pari al 5 per cento. In alcune aree ove le frodi assicurative sono più frequenti, aree individuate dal Ministro dello Sviluppo economico sulla base di tre criteri fissati dal decreto (numero sinistri denunciati, ammontare dei rimborsi, numero frodi accertati da autorità giudiziaria), la riduzione non è inferiore al 10 per cento; c) non cedibilità del diritto al risarcimento del danno: tale divieto scaturisce dall’esigenza di impedire accordi “fraudolenti” tra cedente (danneggiato) e cessionario (es. carrozziere) e consistenti nella cessione (es: al carrozziere) di un credito (il diritto al risarcimento del danno) la cui entità aumenta “artificiosamente” in sede di fatturazione dei lavori. Con tale intervento normativo il credito sarà cedibile solo con l’assenso della compagnia. Se la compagnia non acconsente alla cessione, però, l’assicurato ha diritto alla riduzione del premio in misura non inferiore al 4 per cento; d) riduzione del premio nei casi in cui l’assicurato accetti la clausola contrattuale - che le assicurazioni devono obbligatoriamente proporre - in virtù della quale le prestazioni di servizi medico – sanitari a seguito del sinistro devono essere effettuate da professionisti retribuiti direttamente dalle imprese ed elencati sul sito di queste ultime. In tal caso, la riduzione del premio non può essere di misura inferiore al 7 per cento. Per tutti i casi previsti e per ognuno di essi, le imprese che non applicano la riduzione del premio incorrono in una sanzione pecuniaria, applicata dall’IVASS, che varia da un minimo di 5.000 a un massimo di 40.000 euro; inoltre, all’assicurato spetterà di diritto la riduzione del premio. Il pacchetto di norme prevede poi obblighi d’informazione e trasparenza (che si sostanziano anzitutto in pubblicazioni sul sito internet dell’impresa, in comunicazioni all’IVASS e al Ministero dello sviluppo economico o in comunicazioni da rendere all’assicurato in sede di stipula del contratto) la cui violazione è sanzionata pecuniariamente (da 1.000 a 10.000 euro). Le informazioni che la compagnia è tenuta ad effettuare riguardano, a seconda dei casi: - l’entità della riduzione effettuata del premio; - l’obbligo di comunicare al contraente l’intenzione di non avvalersi delle facoltà previste dalla legge (installazione della scatola nera, risarcimenti in forma specifica, divieto di cessione del diritto al risarcimento): ciò perché sia data la possibilità all’assicurato di rivolgersi ad altra compagnia se è sua intenzione stipulare un contratto che prevede l’inserimento della clausola contrattuale. Tale obbligo è profondamente innovativo in termini di trasparenza e di agevolazione della mobilità tra assicurazioni. Per quanto riguarda la lotta alle frodi a danno delle assicurazioni, per rendere più efficace la prevenzione e il contrasto di comportamenti fraudolenti, assumono particolare rilevanza le disposizioni introdotte in materia testimoniale in caso di sinistri. Viene sancito il principio in base al quale, fatte salve le risultanze contenute in verbali delle autorità di polizia intervenute nel luogo dell’incidente, l’identificazione dei testimoni deve risultare dalla denuncia di sinistro o dalla richiesta di risarcimento dei danni. L’identificazione avvenuta in un momento successivo comporta l’inammissibilità della prova testimoniale addotta. Inoltre in corso di giudizio, il giudice, ove riscontri la presenza di testimoni che negli ultimi tre anni siano stati testimoni in almeno tre cause nel settore di infortunistica stradale, trasmette l’informativa alla Procura della Repubblica competente. Ciò per consentire ulteriori accertamenti e, in particolare, per verificare l’attendibilità del testimone e per assumere eventuali misure coercitive. Sono previsti poteri di controllo e monitoraggio dell’IVASS sull’osservanza di tutte le prescrizioni, su cui l’Istituto relazionerà in Parlamento. Le disposizioni approvate dal Governo introducono poi un termine di decadenza per le proposte di risarcimento. Vengono inoltre previsti termini più lunghi nell’ambito del procedimento di risarcimento; in particolare, è innalzata da 5 a 10 giorni la disponibilità dell’impresa di assicurazione ad ispezionare le cose danneggiate oggetto di richiesta di risarcimento. Infine la particolare procedura (sospensione dei termini per concludere il procedimento, presentazione di querela contro il danneggiato) prevista nel caso siano stati accertati l’esistenza di significativi parametri per temere fenomeni fraudolenti è estesa anche in presenza di altri indicatori di frode, quali ad esempio le indicazioni emerse dai dispositivi elettronici installati negli autoveicoli (scatola nera). 7) RISPARMIO SULLE BOLLETTE ENERGETICHE per 850 milioni di euro Disposizioni per la riduzione di costi gravanti sulle tariffe elettriche con l’introduzione di un sistema incentivante opzionale offerto ai produttori di energia elettrica rinnovabile, per gli indirizzi strategici dell’energia geotermica ed in materia di certificazione energetica degli edifici e di condomini. Il risparmio è quantificato in circa 850 milioni di euro. 8) ACCORDI FISCALI con l’Agenzia delle Entrate Si attua la prima e fondamentale misura del piano “Destinazione Italia” sulla certezza del fisco: si amplia l’ambito di applicazione dell’istituto del ruling di standard internazionale, con accordi per 5 anni tra fisco e imprese presso l’Agenzia delle Entrate, che costituirà un Desk dedicato agli investitori esteri. 9) TRIBUNALE DELLE SOCIETÀ CON SEDE ALL'ESTERO Per rafforzare le funzioni del tribunale per le imprese e stimolare la capacità di attrarre investimenti, si concentrano su un numero ridotto di sedi (9) tutte le controversie nella competenza funzionale del tribunale delle imprese che coinvolgano società con sede principale all’estero, anche se con rappresentanza stabile in Italia. 10) Disposizioni urgenti per EXPO 2015 e per le opere pubbliche Si prevede la revoca di assegnazioni del CIPE relative ad interventi che non sono stati avviati, per un importo di 165,390 milioni di euro, che vengono destinati per 53,2 milioni a progetti cantierabili relativi allo svolgimento di EXPO 2015, cui vengono destinati ulteriori 42,8 milioni (per un ammontare complessivo pari a 96 milioni e per 45 milioni ad opere per l’accessibilità ferroviaria Malpensa-terminal T1-T2. Le residue disponibilità sono destinate ad interventi immediatamente cantierabili finalizzati al miglioramento della competitività dei porti italiani e dell’efficienza del trasferimento ferroviario e modale all’interno dei sistemi portuali, cui vengono destinati le disponibilità derivanti dai fondi statali trasferiti alle autorità portuali, che poi vengono revocati e riassegnate nel limite di 200 milioni per il 2014. Inoltre si autorizza il comune di Napoli a contrarre mutui per la realizzazione della linea 1 della metropolitana di Napoli, in deroga alle disposizioni in materia di riequilibrio finanziario pluriennale. 11) TRASPORTO AEREO. Per quanto riguarda il trasporto aereo, sono state inserite quattro norme che prevedono: la proroga degli ammortizzatori sociali per il personale del trasporto aereo, la riduzione del Cuneo fiscale per il personale navigante (piloti, hostess e steward), l'eliminazione della doppia imposizione (tariffe aeroportuali) per i passeggeri in transito, l'obbligo della trasparenza nella erogazione di contributi ai vettori aerei da parte di enti locali o gestori aeroportuali.

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 13.12.2013

 
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La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha precisato le novità introdotte con il Piano Destinazione Italia: 1) PIÙ CREDITO PER LE IMPRESE. Per la diffusione di canali di finanziamento delle imprese sul mercato alternativi (corporate bonds) e complementari al credito bancario, idonei a contrastare ... Continua a leggere

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domenica 12 maggio 2013 09:20

Al Regolamento edilizio dei Comuni e' demandata la specificazione delle regole fondamentali dell’edificazione sotto i profili tecnici, estetici, funzionali, igienico-sanitari e “di vivibilità” in senso ampio degli abitati

Consiglio di Stato

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Nel giudizio in esame il Comune impugna la sentenza con cui è stata annullata la modifica del Regolamento Edilizio comunale, con cui si è introdotta la prescrizione per cui la superficie minima dei 45 mq doveva essere limitata al 25 % del totale degli alloggi di ogni nuovo fabbricato, mentre per il 75 % la superficie minima avrebbe comunque dovuto essere portata a 60 mq. Il Consiglio di Stato nella sentenza in esame, tra l'altro, rileva che fin dall’art. 33 della legge 17 agosto 1942, n. 1150 e s.m.i., ed oggi con l’art.4 del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327 T.U. Edilizia, “Il regolamento che i comuni adottano ai sensi dell'articolo 2, comma 4, deve contenere la disciplina delle modalità costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi.” L’amplissima latitudine della disposizione da sola giustifica il potere regolamentare del Comune di intervenire sulla struttura minima degli alloggi. Inoltre la norma deve essere collocata nell’alveo del D.M. 05 luglio 1975 “Modificazioni alle istruzioni ministeriali 20 giugno 1896”, relativamente all'altezza minima ed ai requisiti igienico-sanitari principali dei locali d'abitazione (ulteriormente modificato con D.M. 9 giugno 1999), “concernente la compilazione dei regolamenti locali sull'igiene del suolo e dell'abitato”, nonché nella scia delle norme di cui agli artt. 220-222 del R.D. 1265/34 - T.U.L.S.; queste stabiliscono la superficie minima abitabile per persona, quelle minime per le stanze da letto, quelle di soggiorno ed i monolocali; prevedono l’obbligo del riscaldamento, della presenza di finestre almeno per i vani abitativi principali; fissano in 1/8 il rapporto tra superficie finestrata apribile e quella del pavimento, prevedono i casi in cui è ammessa la ventilazione forzata, ecc… Nel regolamento edilizio, oltre alle modalità concernenti gli oneri procedimentali e documentali, possono, dunque, essere collocate le disposizioni concernenti: i requisiti igienici; il rispetto delle regole estetiche e d’ornato; nonché le specifiche regole tecniche sull'attività costruttiva, quali, per l’appunto, fissazione quelle sui limiti generali di dimensionamento degli alloggi in esame. (...)In sostanza, pur dovendosi riconoscere che si tratta di valutazioni sostanzialmente rimesse all’autonomia normativa del Comune, si deve comunque rilevare in linea generale che sia il regolamento edilizio che le norme tecniche di attuazione contengono prescrizioni a contenuto generale. In conseguenza al Regolamento edilizio fanno propriamente capo le disposizioni di natura normativa-regolamentare, mentre nella NTA devono essere contenute le prescrizioni di natura più propriamente programmatica-pianificatoria, destinate, cioè, a regolare la futura attività edilizia. Nel caso non vi sono dubbi che la disposizione concernente le superfici minime ammissibili delle singole unità, riguardando l’intero territorio comunale, aveva carattere generale, per cui esattamente il Comune ha ritenuto di provvedere alla sua introduzione attraverso la modifica del R.E. . L’ampiezza del riferimento alle “modalità costruttive” comporta in sostanza che il regolamento edilizio ben possa riguardare tutti gli aspetti – nessuno escluso -- destinati a regolare le singole edificazioni. Si tratta di un fascio di profili inerenti al diritto fondamentale alla casa dei cittadini, che è sostanzialmente unitario sotto il profilo teleologico, in quanto tali profili sono diretti ad assicurare, in concreto, la salubrità e la vivibilità delle residenze. L’art. 4 del T.U. Edilizia implica che al Regolamento edilizio dei Comuni debba essere demandata la specificazione delle regole fondamentali dell’edificazione sotto i profili tecnici, estetici (secondo le antiche regole d’ornato), funzionali, igienico-sanitari e -- soprattutto per quello che qui interessa -- “di vivibilità” in senso ampio degli abitati.

Consiglio di Stato

 
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Nel giudizio in esame il Comune impugna la sentenza con cui è stata annullata la modifica del Regolamento Edilizio comunale, con cui si è introdotta la prescrizione per cui la superficie minima dei 45 mq doveva essere limitata al 25 % del totale degli alloggi di ogni nuovo fabbricato, mentre per il ... Continua a leggere

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lunedì 29 ottobre 2012 08:55

L’Agenzia delle Entrate e' competente a disporre i rimborsi delle somme versate in eccedenza a titolo di oblazione per la sanatoria di abusi edilizi

TAR Lazio

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La controversia in esame - ancorché veicolata attraverso l’impugnativa del silenzio – rifiuto opposto dall'amministrazione - è diretta alla declaratoria del diritto alla restituzione di somme che si sostengono versate in eccedenza a titolo di oblazione per sanatoria edilizia. Essa concerne quindi, diritti soggettivi di credito in materia in cui sussiste la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo (art. 35, comma 16, l. 28 febbraio 1985, n. 47, richiamato, per quanto qui interessa, dall’art. 39 della l. 724 del 1994, applicata nella fattispecie; cfr., da ultimo, TAR Lazio, sez. II, sentenza n. 945 del 2 febbraio 2011). Per quanto occorrer possa, è bene precisare che parte ricorrente ha comunque espressamente spiegato anche un’azione di accertamento e di condanna alla restituzione delle somme versate in eccedenza. Al riguardo, il Collegio ricorda che il silenzio rifiuto può formarsi esclusivamente in ordine ad un'attività dell'amministrazione ad emanazione vincolata ma di contenuto discrezionale, e quindi necessariamente incidente su posizioni di interesse legittimo, e non già nell'ipotesi in cui viene chiesto il soddisfacimento di posizioni aventi natura sostanziale di diritti soggettivi. La formazione del silenzio rifiuto e lo speciale procedimento giurisdizionale oggi disciplinato dall’art. 117 c.p.a., non risulta infatti compatibile con le pretese che solo apparentemente abbiano per oggetto una situazione di inerzia, in quanto concernono diritti soggettivi la cui eventuale lesione è direttamente accertabile dall'autorità giurisdizionale competente (TAR Lazio, sez. II, 7 novembre 2011, n. 8531). Ciò premesso - quanto alla sussistenza, in materia, della giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo - deve essere respinta l’unica eccezione svolta dall’intimata Agenzia delle Entrate, la quale ha invocato il proprio difetto di legittimazione passiva. Ricorda infatti il Collegio che la legge n. 47 del 1985, sopra richiamata, dispone che, qualora dall’esame della documentazione risulti un credito a favore del presentatore della domanda di concessione in sanatoria, certificato con l’attestazione rilasciata dal Sindaco, l’interessato può presentare istanza di rimborso “all’intendenza di finanza territorialmente competente”. Alle Intendenze di Finanza, peraltro, sono dapprima subentrate, in forza della l. 29 ottobre 1991 n. 358, le Direzione Regionali delle Entrate, alle quali, per quanto qui interessa, in forza del d.m. 7.3.1997 (recante le “Modalità di rimborso delle differenze non dovute e versate a titolo di oblazione per la sanatoria degli abusi edilizi”), è stato espressamente attribuito il compito di disporre i rimborsi a favore degli aventi diritto. E’ noto, poi che, ai sensi del d.lgs. n. 300 del 1999, è stata creata l’Agenzia delle Entrate, cui è stata attribuita, tra le altre, la competenza “a svolgere i servizi relativi alla amministrazione, alla riscossione e al contenzioso dei tributi diretti e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di tutte le imposte, diritti o entrate erariali o locali, entrate anche di natura extratributaria, già di competenza del dipartimento delle entrate del ministero delle finanze o affidati alla sua gestione in base alla legge o ad apposite convenzioni stipulate con gli enti impositori o con gli enti creditori”. Non vi è dubbio, pertanto, che l’Agenzia sia competente anche a disporre i rimborsi delle differenze non dovute e versate a titolo di oblazione per la sanatoria di abusi edilizi.

TAR Lazio

 
Note Legali
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La controversia in esame - ancorché veicolata attraverso l’impugnativa del silenzio – rifiuto opposto dall'amministrazione - è diretta alla declaratoria del diritto alla restituzione di somme che si sostengono versate in eccedenza a titolo di oblazione per sanatoria edilizia. Essa concerne quindi, ... Continua a leggere

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giovedì 20 marzo 2014 20:07

Anticorruzione e Trasparenza nelle società partecipate e controllate: on line la circolare della Funzione Pubblica

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare della Funzione Pubblica n. 1/2014

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E' stata registrata dalla Corte dei Conti la circolare n. 1/2014 con la quale la Funzione Pubblica chiarisce l'ambito oggettivo e soggettivo di applicazione delle regole di trasparenza e degli obblighi di pubblicazione dei dati contenute nelle disposizioni in materia di anticorruzione (legge n. 190/2012) e nelle nuove norme sulla Trasparenza delle P.A. (D.lgs n. 33/2013). Per scaricare la circolare cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare della Funzione Pubblica n. 1/2014

 
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giovedì 23 gennaio 2014 18:05

Equitalia: al via la sanatoria su bolli auto e multe, esclusi i debiti inail, inps e tributi locali

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato di Equitalia del 23.1.2014

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Definizione agevolata delle cartelle, si paga entro il 28 febbraio. Sanabili anche le multe stradali. Esclusi i debiti Inps e Inail La definizione agevolata delle cartelle entra nel vivo. Ad oggi hanno aderito circa duecento contribuenti ma il numero è destinato a salire con l’avvicinarsi della scadenza. Secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2014 (legge 27 dicembre 2013 n.147), entro il prossimo 28 febbraio i contribuenti hanno la possibilità di pagare in un’unica soluzione, senza interessi di mora e interessi di ritardata iscrizione a ruolo, le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi affidati entro il 31 ottobre 2013 a Equitalia per la riscossione. I cittadini interessati dovranno attivarsi per valutare la loro situazione e scegliere se aderire, ma in caso di dubbi è sempre opportuno chiedere chiarimenti agli sportelli di Equitalia dove gli addetti forniranno tutte le informazioni necessarie e la massima assistenza. Rientrano nell’agevolazione, per esempio, le entrate erariali come l’Irpef e l’Iva e, limitatamente agli interessi di mora, anche le entrate non erariali come il bollo dell’auto e le multe per violazione al codice della strada elevate da Comuni e Prefetture. Restano invece escluse le somme dovute per effetto di sentenze di condanna della Corte dei Conti, i contributi richiesti dagli enti previdenziali (Inps, Inail), i tributi locali non riscossi da Equitalia e le richieste di pagamento di enti diversi da quelli ammessi (l’elenco è disponibile sul sito www.gruppoequitalia.it). La definizione agevolata è applicabile anche in presenza di rateizzazioni, sospensioni giudiziali o altre situazioni particolari. Come funziona. La definizione agevolata riguarda le cartelle e avvisi di accertamento esecutivi emessi per tributi di competenza delle Agenzie fiscali (Agenzia delle Entrate, del Demanio, del Territorio, delle Dogane e dei Monopoli), Uffici statali (per esempio Ministeri e Prefetture) ed Enti locali (Regioni, Province e Comuni), affidati a Equitalia entro il 31 ottobre 2013. Verifica delle cartelle. Per capire se i tributi inseriti nelle cartelle/avvisi rientrano nella definizione agevolata i contribuenti devono prendere visione della propria situazione debitoria e verificare innanzitutto la data in cui le somme dovute sono state affidate all’agente della riscossione e il tipo di atto ricevuto. Queste informazioni sono contenute nell’estratto di ruolo che si può chiedere agli sportelli di Equitalia. L’agevolazione. Per tutte le cartelle/avvisi che rientrano nell’agevolazione il contribuente non dovrà pagare gli interessi di mora, che maturano dalla data di notifica della cartella in caso di mancato pagamento delle somme entro i 60 giorni previsti. Inoltre, per le cartelle/avvisi emessi per conto dell’Agenzia delle Entrate, e quindi riferite a entrate erariali, non si paga anche il tributo relativo agli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, indicati nella cartella di pagamento e nell’estratto di ruolo. La scadenza. Chi sceglie di aderire dovrà pagare il residuo del debito (al netto degli interessi non dovuti), l’aggio, le spese di notifica e quelle per eventuali procedure attivate. Il pagamento deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 28 febbraio 2014. Fino al 15 marzo resta sospesa la riscossione dei debiti interessati alla definizione agevolata. Equitalia invierà entro il 30 giugno mediante posta ordinaria una comunicazione di avvenuta estinzione del debito ai contribuenti che avranno pagato nei termini previsti. Dove e come pagare. È possibile effettuare il versamento in tutti gli sportelli di Equitalia, negli uffici postali tramite bollettino F35, indicando tassativamente nel campo “Eseguito da” la dicitura “Definizione Ruoli - L.S. 2014”. Per la corretta ricezione del pagamento, si consiglia di utilizzare un bollettino F35, completo di codice fiscale, per ognuna delle cartelle/avvisi che si vuole pagare in forma agevolata. In caso di crediti con la Pubblica amministrazione. Nell’ottica di fornire massima assistenza, Equitalia contatterà i contribuenti che vantano crediti dalla pubblica amministrazione e per i quali, in base alla legge (art. 48-bis, dpr 602/1973), l’ente interessato, prima di effettuare il pagamento, deve verificare la presenza di eventuali debiti con lo Stato di importi superiori a 10 mila euro. Il contatto diretto con i contribuenti interessati è stato voluto da Equitalia per consentire loro di saldare le cartelle/avvisi avvalendosi del pagamento agevolato entro la scadenza e permettere alla PA di procedere al pagamento del credito nei tempi previsti senza risentire di eventuali ritardi dovuti ai tempi tecnici legati alle operazioni della definizione agevolata

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato di Equitalia del 23.1.2014

 
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Definizione agevolata delle cartelle, si paga entro il 28 febbraio. Sanabili anche le multe stradali. Esclusi i debiti Inps e Inail La definizione agevolata delle cartelle entra nel vivo. Ad oggi hanno aderito circa duecento contribuenti ma il numero è destinato a salire con l’avvicinarsi della sc ... Continua a leggere

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lunedì 7 aprile 2014 19:16

Pubblici concorsi: il criterio della somma di tutti i punteggi conseguiti dal candidato, eventualmente previsto in modo difforme dal regolamento comunale, non può prevalere su quello incompatibile della media delle prove, stabilito dalla normativa statale

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 17.3.2014

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L'art. 7 del d.lgs. n. 267/2000 prevede che "nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dello statuto il comune e la provincia adottano regolamenti nelle materie di propria competenza …" e a disporre al riguardo è l'art. 8, comma 6, del D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, che prevede che "per i titoli non può essere attribuito un punteggio complessivo superiore a 10/30 o equivalente; il bando indica i titoli valutabili ed il punteggio massimo agli stessi attribuibile singolarmente e per categorie di titoli". Il criterio della somma di tutti i punteggi conseguiti dal candidato, eventualmente previsto in modo difforme dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi comunali, non può prevalere su quello incompatibile della media delle prove, stabilito dalla normativa statale sui pubblici concorsi con una disposizione generale e astratta (derogabile per alcuni specifici concorsi solo da ulteriori disposizioni statali), atteso che, se il regolamento dell'ente locale ben si presta a conformare le modalità di assunzione e i requisiti dei concorrenti al diverso assetto dei singoli comuni, così non è per il procedimento concorsuale, la cui rigidità, nell'ambito delle diverse tipologie previste dalla legge, è sinonimo di efficienza ed imparzialità, delle quali sono espressione i meccanismi oggettivi e trasparenti che devono presiedere la valutazione delle capacità dei singoli partecipanti secondo l'art. 35, D.lg. 30 marzo 2001, n. 165 e che, proprio per questo, sottraggono le modalità di calcolo del punteggio all'autonomia regolamentare degli enti (Cons. Stato, sez V, 1° febbraio 2010, n. 397). Per continuare nella lettura della sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 17.3.2014

 
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L'art. 7 del d.lgs. n. 267/2000 prevede che "nel rispetto dei principi fissati dalla legge e dello statuto il comune e la provincia adottano regolamenti nelle materie di propria competenza …" e a disporre al riguardo è l'art. 8, comma 6, del D.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, che prevede che "per i ti ... Continua a leggere

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