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venerdì 9 gennaio 2015 18:46

Stato civile: disponibili le formule per gli adempimenti in materia di separazione personale, di cessazione degli effetti civili e di scioglimento del matrimonio, nonche' di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato del Ministero dell'Interno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9.1.2015

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9.1.2015 il comunicato del Ministero dell'Interno con la quale si rende nota l'avvenuta approvazione delle formule per la redazione degli atti dello stato civile relative agli adempimenti in materia di separazione personale, di cessazione degli effetti civili e di scioglimento del matrimonio, nonche' di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio, di cui agli articoli 6 e 12 della legge 10 novembre 2014, n. 162 di conversione del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132. Per scaricare il decreto contenente tutte le formule cliccare su "Accedi al provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato del Ministero dell'Interno pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9.1.2015

 
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martedì 6 gennaio 2015 11:05

Anticorruzione: unificata la casella di posta elettronica dell’Autorità

segnalazione dell'avviso Anac del 5.1.2015

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Dal 1° gennaio 2015 la sola casella istituzionale di posta elettronica certificata (PEC) dell’Autorità è protocollo@pec.anticorruzione.it, valida anche per le comunicazioni in materia di contratti pubblici e per quelle relative alle attività svolte dalla soppressa AVCP. La casella protocollo@pec.avcp.it dal 31 dicembre 2014 non è più attiva.

segnalazione dell'avviso Anac del 5.1.2015

 
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venerdì 2 gennaio 2015 18:00

Corte dei Conti: obbligo di riduzione dei costi del personale degli organismi partecipati dagli enti pubblici, sia in termini di contenimento degli oneri contrattuali che di quelli derivanti da assunzioni di personale

Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per la Campania deliberazione del 15.12.2014

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Il Sindaco del comune di Macerata Campania, dopo avere premesso che insieme ad altro ente, ha costituito una società in house providing, con capitale interamente pubblico, e dopo avere elencato varie disposizioni legislative riguardanti la gestione del personale delle pubbliche amministrazioni e relative società partecipate, chiede di conoscere “se i dipendenti della società in house, interamente controllata da enti pubblici, sono soggetti al “blocco” dei contratti, come i dipendenti degli enti locali, sia per la retribuzione individuale che per la retribuzione accessoria nel rispetto dei vincoli della spesa del personale nonostante la sottoscrizione del contratto nazionale di lavoro (Federambiente)”. La Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per la Campania con il parere del 15 dicembre u.s. ha osservato che la variegata e ripetutamente modificata legislazione in tema di società partecipate (cfr., in proposito Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna, 7 luglio 2014 n. 170, che ne ha eseguito una accurata ricostruzione), è di recente approdata nella modifica (operata dal d. l. 24 aprile 2014 n. 66, convertito dalla l. 23 giugno 2014 n. 89 e dal d. l. 24 giugno 2014 n. 90, convertito dalla l. 11 agosto 2014, n. 114), di cui al comma 2 bis, articolo 18, del d. l. n. 112/2008, convertito dalla l. n. 133/2008, che sembra essere più che mai volta in modo chiaro e semplice, ferma restando ogni altra disposizione vigente in materia, non specificamente abrogata, ad un pieno coinvolgimento sia degli enti partecipanti sia delle società partecipate, nelle decisioni in merito al prescritto obbligo di contenimento dei costi del personale di queste ultime. L’articolo 18 sopramenzionato prevede, infatti, che “le aziende speciali, le istituzioni e le società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo si attengono al principio di riduzione dei costi del personale, attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale. A tal fine l’ente controllante, con proprio atto di indirizzo, tenuto anche conto delle disposizioni che stabiliscono, a suo carico, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale, definisce, per ciascuno dei soggetti di cui al precedente periodo, specifici criteri o modalità di attuazione del principio di contenimento dei costi del personale, tenendo conto del settore in cui ciascun soggetto opera. Le aziende speciali, le istituzioni e le società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo adottano tali indirizzi con propri provvedimenti e, nel caso del contenimento degli oneri contrattuali, gli stessi vengono recepiti in sede di contrattazione di secondo livello….” Inoltre il d. l. n. 90/2014 ha modificato la disciplina applicabile alle regioni ed enti locali sottoposti al patto di stabilità interno nella materia de qua prevedendo: a) la possibilità di assunzione di personale a tempo indeterminato con limite di spesa percentuale differente rispetto quella relativa al personale di ruolo cessato negli anni precedenti, e pari al 60%, 80% e 100%, rispettivamente negli anni 2014-2015, 2016-2017 e negli anni successivi a partire dal 2018; b) la permanenza delle disposizioni previste dall’articolo 1, commi 557, 557 bis e 557 ter, della l. n. 296/2006, con conseguente obbligo, per gli enti locali assoggettati alla disciplina del patto di stabilità interno, di computare anche la quota relativa al personale occupato presso organismi partecipati, variamente denominati, ai fini del rispetto della riduzione e del contenimento del trend della spesa in serie storica; c) l’abrogazione dell’articolo 76, comma 7, del d. l. n. 112/2008 che regolava il rapporto di incidenza tra spesa per il personale e spesa corrente ai fini delle nuove capacità assunzionali degli enti locali sottoposti alla disciplina del patto di stabilità interno; d) il coordinamento, da parte degli enti locali, delle politiche assunzionali dei soggetti indicati nell’articolo 18, comma 2bis, del d. l. n.112/2008 (tra cui le società partecipate) al fine di garantire, anche per i medesimi soggetti, una graduale riduzione della percentuale tra spese di personale e spese correnti. Dal raffronto tra vecchia e nuova normativa emerge, a parere di questa Sezione (pur se si evidenzia la eliminazione della immediata e diretta applicazione alle aziende speciali, istituzioni e società a partecipazione pubblica, di alcuni tipi di vincoli alle assunzioni e alle spese di personale previsti per le amministrazioni di riferimento - vincoli derivanti, peraltro, da previsioni normative oggetto di numerosi interventi di modifica da parte del legislatore statale tali da non renderli stabili né definitivamente certi), che il nuovo dettato legislativo obbliga al rispetto dell’inequivocabile principio della riduzione dei costi del personale degli organismi partecipati dagli enti pubblici, sia in termini di contenimento degli oneri contrattuali che di quelli derivanti da assunzioni di personale, in armonia con quanto disposto, in via generale, negli anni, in tema di riduzione globale della spesa pubblica. Il legislatore detta, inoltre, in maniera dettagliata, le modalità esecutive di attuazione della norma, prevedendo: - la predisposizione, da parte dell’ente controllante, di un proprio “atto di indirizzo” che, in conformità a quanto disposto, a suo carico in tema di divieti o limitazioni alle assunzioni di personale, definisca, per ciascun organismo partecipato, i criteri e le modalità per raggiungere l’obiettivo della riduzione dei costi, previa verifica dello specifico settore di appartenenza; - l’adozione, da parte di ogni ente partecipato, di propri provvedimenti di attuazione degli indirizzi espressi dall’ente controllante, con specifico obbligo, nel caso di riduzione degli oneri contrattuali, di recepimento degli stessi in sede di contrattazione di secondo livello. Appare chiaro come tale previsione sia ben più pregnante di quanto fino ad oggi predisposto in tema di riduzione dei costi del personale dei soggetti partecipati dagli enti pubblici, obbligando sia gli uni che gli altri (controllanti e controllati) ad una seria valutazione della propria situazione economico-finanziaria, nonchè delle reali e concrete necessità che a ciascuno di essi fanno capo, facendo emergere la responsabilità di ciascuno nel caso di mancata attuazione delle misure che conformino i propri costi in maniera coerente con la qualità dei servizi prestati. Ciò premesso, va osservato che la scelta preferenziale da esercitare, in concreto, nella prospettata fattispecie, non può che essere ispirata –in conformità alle esigenze di razionalizzazione e di economicità nella gestione di risorse pubbliche che sottendono proprio il sopra evidenziato quadro normativo- ad una coerente, completa e motivata applicazione di principi di sana gestione e di contenimento della spesa, mediante una previa valutazione di tutte le relative implicazioni, sia in termini di effettiva economicità, sia sotto il profilo dell’efficienza e del buon andamento dell’attività di amministrazione di che trattasi. Resta pertanto più che mai attuale quanto più volte sottolineato, in termini di doverosità del controllo e della riduzione della spesa da parte delle pubbliche amministrazioni, dalla Corte dei conti - cfr., per tutti, la Sezione di controllo Veneto - che, con delibera n. 903/2012, ha ricordato che “…l’utilizzo di risorse pubbliche, anche se adottato attraverso moduli privatistici, impone particolari cautele e obblighi in capo a tutti coloro che –direttamente o indirettamente– concorrono alla gestione di tali risorse, radicandone la giurisdizione e il controllo della Corte dei conti”. Di conseguenza, sempre secondo tale Sezione, l’ente socio dovrà effettuare “un costante ed effettivo monitoraggio sull’andamento della società, con una verifica costante della permanenza dei presupposti valutativi che hanno determinato la scelta partecipativa iniziale”, mettendo in atto, volta per volta, gli interventi correttivi che si rendano necessari nel corso della vita della società, per assicurare al meglio la remunerazione del capitale investito con l’impiego di consistenti risorse pubbliche. Su tali aspetti gestionali e decisionali la Sezione non può, peraltro, esprimere valutazioni tali da indirizzare, nello specifico, l’attività discrezionale dei competenti organi, soprattutto, perché le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti non possono svolgere, in sede consultiva, una funzione di consulenza di tale latitudine da giungere ad inserirsi in attività gestionali amministrative e/o societarie, ovvero ad interferire con i poteri discrezionali di altri organi i quali siano titolari, in via esclusiva, del relativo esercizio e della conseguente applicazione (cfr. Corte dei conti, Sezione delle Autonomie, 17 febbraio 2006, n° 5 e Sezione regionale di controllo Campania, 24 luglio 2014, n. 187). Per scaricare il parere cliccare su "Accedi al provvedimento".

Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per la Campania deliberazione del 15.12.2014

 
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Il Sindaco del comune di Macerata Campania, dopo avere premesso che insieme ad altro ente, ha costituito una società in house providing, con capitale interamente pubblico, e dopo avere elencato varie disposizioni legislative riguardanti la gestione del personale delle pubbliche amministrazioni e re ... Continua a leggere

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venerdì 2 gennaio 2015 17:14

Conferimento di incarichi legali senza impegno contabile: è possibile ricondurre, a sanatoria, nel sistema di contabilità dell’Ente, solo mediante attivazione del procedimento per l’eventuale riconoscimento di debito fuori bilancio

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del parere della Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo della Campania deliberazione del 29.12.2014

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Giunge all'attenzione della Corte dei Conti il quesito del Comune di Marano di Napoli con il quale, per quanto qui d'interesse, si chiede alla corte un parere in ordine ad incarichi conferiti a legali con delibere del tutto prive di impegno contabile. Sul punto il giudice contabile ha anzitutto affermato, in adesione alla consolidata giurisprudenza, che “tutti i provvedimenti che comportano spesa vanno adottati previa assunzione del relativo «impegno contabile ed attestazione della (relativa) copertura finanziaria», ex art. 191 TUEL, ivi compresi i provvedimenti con i quali il Comune conferisce apposito incarico legale ad un avvocato per la tutela delle ragioni del Comune stesso” (così, condivisibilmente, Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo, deliberazione n° 360/2008 del 14-18 luglio 2008). Il rispetto delle procedure previste dalla legge nel caso di assunzione di obbligazioni giuridiche nei confronti di terzi (in particolare : artt. 182-185 e 191 del d. lgs. n° 267 del 2000) garantisce, invero, il soddisfacimento dell’obbligo della copertura finanziaria degli atti da cui derivano impegni di spesa, e consente di evitare la formazione di debiti originati in sede extracontabile (in terminis, cfr. Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna, deliberazione n° 256/2013 del 25 luglio 2013). A ciò va aggiunto che “qualora vengano in essere obbligazioni giuridiche al di fuori della descritta procedura ordinaria, l’ordinamento giuscontabile prevede, comunque, la possibilità di ricondurle nella contabilità ordinaria dell’ente, purché si tratti di obbligazioni rientranti nelle fattispecie dettagliatamente elencate nell’art. 191 TUEL e purché venga adottato un atto di riconoscimento del debito da parte dell’organo consiliare” (Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna, deliberazione n° 256/2013 cit.; cfr. anche Sezione regionale di controllo per la Liguria, deliberazione n° 55/2013 dell’11-17 giugno 2013, con particolare riferimento alla necessità di valutazione dell’utilità della prestazione). Nel caso, dunque, di mancanza dell’impegno contabile relativo al conferimento degli incarichi legali de quibus, si verte in una fattispecie di acquisizione di servizi in violazione del citato art. 191 del d. lgs. n° 267 del 2000, con possibilità di riconduzione, a sanatoria, nel sistema di contabilità dell’Ente, solo mediante attivazione del procedimento per l’eventuale riconoscimento di debito fuori bilancio di cui all’art. 194 del d. lgs. n° 267 del 2000 cit., con tutte le condizioni e le limitazioni previste al riguardo, anche con riferimento – per quanto concerne la specifica fattispecie qui in esame - alla necessità della sussistenza dei requisiti oggettivi indicati al comma 1, lett. e) del menzionato art. 194 relativamente a beni e servizi acquisiti in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'articolo 191 (“nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l'ente, nell'ambito dell'espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza”, ex art. 194 cit.). Questa Corte, peraltro, ha già più volte esaminato la normativa relativa al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, pronunciandosi esaustivamente in ordine alla natura e alle caratteristiche di tale procedura (ex plurimis, cfr. Sezione regionale di controllo per l’Emilia Romagna, deliberazione n° 311/2012 del 26 luglio 2012); in questa sede, dunque, attese le finalità della richiesta di parere in esame, non può, al riguardo, che essere ribadita la necessità che – anche nella fattispecie de qua – venga data puntuale, motivata e razionale osservanza alle disposizioni di legge che disciplinano la materia. Per scaricare il parere cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del parere della Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo della Campania deliberazione del 29.12.2014

 
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Giunge all'attenzione della Corte dei Conti il quesito del Comune di Marano di Napoli con il quale, per quanto qui d'interesse, si chiede alla corte un parere in ordine ad incarichi conferiti a legali con delibere del tutto prive di impegno contabile. Sul punto il giudice contabile ha anzitutto ... Continua a leggere

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venerdì 2 gennaio 2015 08:17

Violazioni del Codice della Strada: in G.U. l'aggiornamento degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto del Ministero della Giustizia del 16.12.2014 in G.U. Serie Generale n. 302 del 31.12.2014

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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2014 il decreto del Ministero della Giustizia recante "Aggiornamento degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti a violazioni al codice della strada, ai sensi dell'articolo 195 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285". In base all'art. 1 del decreto "La misura delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285, recante il Nuovo Codice della strada e successive modifiche e integrazioni, e' aggiornata secondo la tabella I figurante in allegato al presente decreto. 2. Dall'adeguamento di cui al comma 1 sono escluse le sanzioni amministrative pecuniarie previste dall'art.115, comma 3, 2° periodo e comma 4, e degli artt. 116, 124, 125, 126, 135 e 136-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285, e norme correlate, come introdotte o modificate dalle disposizioni del decreto legislativo 18 aprile 2011, n. 59, come modificate con decreto legislativo 16 gennaio 2013, n.2, riportate nella tabella II in allegato al presente decreto." Per scaricare il decreto e gli allegati cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto del Ministero della Giustizia del 16.12.2014 in G.U. Serie Generale n. 302 del 31.12.2014

 
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È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2014 il decreto del Ministero della Giustizia recante "Aggiornamento degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti a violazioni al codice della strada, ai sensi dell'articolo 195 del decreto legislativo 30 april ... Continua a leggere

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venerdì 2 gennaio 2015 08:02

Decreto milleproroghe: in Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 192/2014

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del decreto legge n. 192/2014 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2014

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2014 il decreto legge 31 dicembre 2014 n. 192 recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative". Per scaricare il decreto legge, entrato in vigore in data 31 dicembre u.s., cliccare su "Accedi al Provvedimento".

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mercoledì 31 dicembre 2014 12:38

Contratti pubblici: in G.U. il nuovo Regolamento di vigilanza e accertamenti ispettivi

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del Regolamento A.N.AC. pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29.12.2014

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29.12.2014 il Regolamento emanato dall'Autorità Nazionale Anticorruzione per la vigilanza e gli accertamenti ispettivi nel settore dei contratti pubblici. Per scaricare il Regolamento cliccare su "Accedi al Provvedimento".

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martedì 30 dicembre 2014 22:59

Anticorruzione: pubblicata la delibera n. 149/14 sull’interpretazione ed applicazione del decreto legislativo n. 39/2013 nel settore sanitario

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato A.N.AC. del 30.12.2014

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L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato la delibera n. 149/2014 relativa alle "Attestazioni OIV, o strutture con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione per l’anno 2014 da parte delle pubbliche amministrazioni e attività di vigilanza e controllo dell’Autorità" Nel documento vengono analizzati i seguenti argomenti: 1. Soggetti tenuti all’attestazione 2. Obblighi di pubblicazione oggetto di attestazione e modalità di rilevazione 2.1 La Griglia di rilevazione al 31 dicembre 2014 3. Pubblicazione delle Attestazioni e delle Griglie di rilevazione 4. Attività di vigilanza e controllo svolta dall’A.N.AC 4.1 Modalità di svolgimento dell’attività di vigilanza 4.2 Vigilanza d’ufficio 4.3 Controllo documentale Per scaricare la delibera cliccare su "Accedi al Provvedimento",

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato A.N.AC. del 30.12.2014

 
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L'Autorità Nazionale Anticorruzione ha pubblicato la delibera n. 149/2014 relativa alle "Attestazioni OIV, o strutture con funzioni analoghe, sull’assolvimento degli obblighi di pubblicazione per l’anno 2014 da parte delle pubbliche amministrazioni e attività di vigilanza e controllo dell’Autorità" ... Continua a leggere

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martedì 30 dicembre 2014 11:44

Legge di Stabilità 2015: in Gazzetta Ufficiale la legge n. 190/2014

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della legge di stabilità 2015 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29.12.2014

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È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.300 del 29-12-2014 - Suppl. Ordinario n. 99 la legge 23 dicembre 2014, n. 190 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita' 2015)". Per scaricare la legge che entra in vigore il 1 gennaio 2015 cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della legge di stabilità 2015 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 29.12.2014

 
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È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.300 del 29-12-2014 - Suppl. Ordinario n. 99 la legge 23 dicembre 2014, n. 190 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita' 2015)". Per scaricare la legge che entra in vigore ... Continua a leggere

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mercoledì 24 dicembre 2014 10:31

SETTORE SANITA’ – Quesito su regolamentazione del patrocinio legale dei dipendenti e dei dirigenti del settore sanitario.

ARAN - Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

In quali casi i dipendenti hanno diritto alla tutela legale? In quale momento delle procedure giudiziarie civili o penali si colloca l’assunzione dell’onere di difesa a carico dell’Azienda?

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mercoledì 24 dicembre 2014 10:29

COMPARTO REGIONI – AUTONOMIE LOCALI – Quesito su aumenti stipendiali riconosciuti al personale già in godimento di progressione economica orizzontale e quantificazione delle relative risorse da portare ad incremento delle “Risorse decentrate”

ARAN - Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

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In relazione alla dichiarazione congiunta n. 14 allegata al CCNL del 22.1.2004, i maggiori incrementi stipendiali riconosciuti dall’art.29, comma 2, del medesimo CCNL del 22.1.2004 al personale già in godimento di progressione economica orizzontale devono essere finanziati con oneri a carico del bilancio? E da quale data (dal 22.1.2004 data di stipulazione del CCNL di cui si tratta o dall’l’1.1.2001)? Quali sono le corrette modalità di quantificazione e di applicazione di tale particolare disciplina contrattuale?

ARAN - Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

 
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In relazione alla dichiarazione congiunta n. 14 allegata al CCNL del 22.1.2004, i maggiori incrementi stipendiali riconosciuti dall’art.29, comma 2, del medesimo CCNL del 22.1.2004 al personale già in godimento di progressione economica orizzontale devono essere finanziati con oneri a carico del bi ... Continua a leggere

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mercoledì 24 dicembre 2014 10:27

COMPARTO REGIONI – AUTONOMIE LOCALI – Quesito su possibilità di sommare le ore fruite dal dipendente per diritto allo studio con quelle di lavoro effettivamente prestate, anche ai fini del riconoscimento di eventuali prestazioni di lavoro straordinario,

ARAN - Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

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Un dipendente, con orario di lavoro 9,00-13,00 e 13,30-16,30, fruisce del diritto allo studio (le 150 ore, ai sensi dell’art.15 del CCNL del 14.9.2000), entrando alle ore 11,18 (quindi fruendo del permesso dalle 9 alle 11,18) e lavorando fino alle 17,00. Ha diritto di vedersi riconosciuti 30 minuti di lavoro straordinario (dalle 16,30 alle 17,00)?

ARAN - Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni

 
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Un dipendente, con orario di lavoro 9,00-13,00 e 13,30-16,30, fruisce del diritto allo studio (le 150 ore, ai sensi dell’art.15 del CCNL del 14.9.2000), entrando alle ore 11,18 (quindi fruendo del permesso dalle 9 alle 11,18) e lavorando fino alle 17,00. Ha diritto di vedersi riconosciuti 30 minuti ... Continua a leggere

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domenica 21 dicembre 2014 17:36

Corte dei Conti: il computo del termine di prescrizione

segnalzione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti Sezione giurisdizionale per la Regione Veneto del 16.12.2014

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La Corte dei Conti nella sentenza in esame dopo aver escluso l’occultamento doloso del danno, ha precisato che il dies a quo della prescrizione va individuato nel momento in cui si è verificato il fatto dannoso. La regola codicistica di cui all’art. 2935 c.c. è declinata, nel processo amministrativo contabile, nella norma espressa dall’art. 1, co. 2, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, come sostituito dall'art. 3, del decreto legge 23 ottobre 1996, n. 543, convertito nella legge 20 dicembre 1996, n. 63, secondo cui, fuori dei casi di occultamento doloso del danno, il termine di prescrizione deve essere computato “dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso”. La giurisprudenza prevalente di questa Corte, recentemente ribadita dalle Sezioni Riunite con sentenze n. 5/2007/QM del 19 luglio 2007 e n. 14/2011/QM, ha, da tempo, chiarito che non è sufficiente, a dare inizio al periodo prescrizionale, il semplice compimento di una condotta trasgressiva degli obblighi di servizio, ma occorre anche la verificazione dell’effetto lesivo di detta condotta, in particolar modo nelle ipotesi in cui gli elementi costitutivi del fatto dannoso, e cioè l’azione/omissione e l’effetto lesivo, siano temporalmente ascrivibili a periodi diversi. Il “fatto dannoso”, infatti, è costituito dal binomio “condotta ed evento” e si perfeziona con il verificarsi di quest’ultimo. Tale assunto discende in maniera evidente dalla lettura sistematica dell'art. 1 L. n. 20/1994, coordinata con il fondamentale principio dell'art. 2935 del c.c., secondo cui "la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere". La giurisprudenza di questa Corte - anche sulla scorta di quanto affermato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione (Cass. SS.UU., sent. n. 23763 del 14.11.2011; Cass. Sez. III, sent. n. 5831 del 13.3.2007), secondo la quale il concetto di fatto, da cui decorre il termine di prescrizione, non deve considerarsi ristretto all'azione od omissione, ma deve essere esteso all'evento - ha dunque individuato il termine iniziale di prescrizione nel momento dell'esborso della somma costituente danno, ovvero quello della definitiva perdita dell'utilità considerata. E’ in tale momento, infatti, che il danno acquisisce il carattere della concretezza e dell'attualità e può considerarsi verificato il fatto dannoso, nel senso inteso appunto dall’art. 1, c. 2, L. n. 20/1994. Come chiarito dalla giurisprudenza di questa Corte, Sez. I d’Appello, nella sent. n. 700 del 21.5.2014: “… ai sensi dell'art. 1 comma 2 della legge 14.1.1994 n. 20 (come successivamente modificata dalla legge 20.12.1996 n. 639), il diritto al risarcimento del danno si prescrive in ogni caso in cinque anni, decorrenti dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso, ovvero, in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta. La prescrizione, dunque, decorre dalla data in cui si è verificato il “fatto dannoso“ e tale data deve essere identificata in quella in cui si è verificato il danno quale componente del fatto stesso (giurisprudenza pacifica: v., ex plurimis, Corte dei conti, SS.RR., 29 gennaio 1997, n. 12; Sezione I app., 18 novembre 2010, n. 634, 25.11.2008, n. 508 e 4.12.2007, n. 497; Sezione II app., 20.9.2007, n. 296; cfr., inoltre, Cassazione civile, Sez. III, 12 agosto 1995, n. 8845). Tale posizione (…) è stata ribadita proprio di recente dalle Sezioni riunite di questa Corte dei conti con la sentenza 5.9.2011, n. 14/QM, con riferimento all’ipotesi del danno c.d. indiretto. Detto altrimenti, il concetto di "commissione del fatto", ai fini della decorrenza del termine prescrizionale dell'azione di responsabilità richiede “… la realizzazione della fattispecie dannosa completa nei suoi due elementi costitutivi: la condotta illecita dell'agente e l'evento dannoso, inteso come effettivo depauperamento delle finanze erariali, elementi che possono anche non esservi coevi, bensì distanziati nel tempo” (Corte dei conti, Sezione II app., 13.7.2007, n. 241).”. In altri termini, “In effetti, la sentenza delle Sezioni Riunite n. 5/QM/2007 ha escluso, richiamando anche la “regola generale recata dall’art. 2935 cod. civ., secondo cui la prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”, “che - ai fini della decorrenza della prescrizione - sia sufficiente il compimento della condotta illecita” e ha ritenuto invece che “di decorrenza della prescrizione possa parlarsi solo nel momento in cui la condotta contra ius abbia prodotto l’evento dannoso avente i caratteri della concretezza e dell’attualità”, ovverosia il dannoso pagamento (cfr. anche SS.RR. n. 14/QM/2011).” (Corte dei Conti, Sez. II d’Appello, sent. n. 600 del 9.10.2013). Per approfondire scaricare la sentenza cliccando su "Accedi al Provvedimento".

segnalzione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti Sezione giurisdizionale per la Regione Veneto del 16.12.2014

 
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domenica 21 dicembre 2014 12:17

Componente di OIV: illegittima la revoca dell'incarico senza parere preventivo dell'ANAC e comunicazione di avvio del procedimento

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del TAR Puglia Lecce Sez. II del 18.12.2014

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Il TAR Puglia, Lecce con sentenza del 18 dicembre ha accolto parzialmente il ricorso proposto da un componente monocratico dell'OIV di un Comune contro il provvedimento di revoca dell'incarico.La sentenza è interessante sotto tre profili. Il primo profilo riguarda la giurisdizione in quanto il giudice ha rigettato l'eccezione di difetto di giurisdizione formulata dal Comune rilevando che "alle controversie relative ai funzionari onorari non si applicano le norme sul pubblico impiego, sicché la giurisdizione va ripartita tra giudice ordinario e giudice amministrativo in conseguenza della natura della posizione giuridica fatta valere in giudizio, attribuendosi al primo le cause aventi ad oggetto i diritti soggettivi e al secondo quelle riguardanti gli interessi legittimi (Cass. Sez. Un. Civili , 07 luglio 2011, n. 14954). Il componente monocratico dell’organismo di valutazione ex art. 14 d.lgs. n. 150/2009 è riconducibile alla figura del funzionario onorario (Cons. St., V, ord. n. 3897/2014): la posizione giuridica fatta valere dall’interessato che aspira alla nomina o, come nel caso di specie, si oppone alla revoca ha la consistenza di interesse legittimo (arg. in base a Cons. St., V, sentenza n. 6692/2012).".Il secondo profilo analizzato nella sentenza riguarda le corrette modalità di revoca dell'incarico in questione.L'art. 10 della Delibera Anac n. 12/2013 prevede espressamente che: “L’eventuale revoca dell’incarico prima della scadenza deve essere adeguatamente motivata e preceduta dal parere della Commissione”) .Su tale presupposto il TAR ha ritenuto illegittima la revoca sia per l'omessa previa acquisizione del suddetto preventivo parere dell’ANAC nonché per la mancanza dell'invio della comunicazione di avvio del procedimento richiesta dall’art. 7 L. n. 241/1990.Il terzo profilo che si segnala riguarda invece "il preteso danno all’immagine" che il TAR ha ritenuto non risarcibile sia perché la revoca è stata pubblicata sul sito del comune in adempimento di un obbligo di trasparenza imposto dalla L. n. 33/2013 sia perché il ricorrente non ha provato le conseguenze dannose derivategli da tale pubblicazione.Per approfondire scarica la sentenza cliccando su Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del TAR Puglia Lecce Sez. II del 18.12.2014

 
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domenica 21 dicembre 2014 09:42

Danno erariale: è inammissibile l'atto di citazione se il Pubblico Ministero non ha sentito personalmente il convenuto che lo ha formalmente richiesto in sede di deduzioni

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti Sezione giurisdizionale Lazio del 18.12.2014

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La Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio con sentenza del 18 dicembre 2014 ha dichiarato, conformemente alla consolidata giurisprudenza, inammissibile l'atto di citazione in giudizio nei confronti del convenuto non sentito personalmente nonostante la richiesta da lui puntualmente avanzata in tal senso in sede di deduzioni. Scarica la sentenza cliccando su "Accedi al provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza della Corte dei Conti Sezione giurisdizionale Lazio del 18.12.2014

 
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La Corte dei Conti, Sezione giurisdizionale per la Regione Lazio con sentenza del 18 dicembre 2014 ha dichiarato, conformemente alla consolidata giurisprudenza, inammissibile l'atto di citazione in giudizio nei confronti del convenuto non sentito personalmente nonostante la richiesta da lui puntual ... Continua a leggere

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domenica 21 dicembre 2014 07:19

Legge stabilità: approvato dal Senato il "maxiemendamento"

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti del comunicato del. Senato del 20.12.2014

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Con 162 voti favorevoli e 37 contrari il Senato, nella seduta iniziata alle ore 10,10 di venerdì 19 dicembre e conclusasi alle 7,46 di sabato 20 dicembre, ha approvato il maxiemendamento interamente sostitutivo del testo della legge di stabilità (ddl 1698), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia. Nel corso della notte si sono svolte la discussione generale e le dichiarazioni di voto. Alle ore 5,30 circa l'Aula ha quindi approvato (per alzata di mano) la seconda Nota di variazioni al bilancio e il bilancio (ddl 1699) con 161 voti favorevoli e 78 contrari. La manovra torna alla Camera dei deputati per il via libera definitivo. Scarica il testo del maxiemendamento cliccando su "Accedi al provvedimento"

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sabato 20 dicembre 2014 11:45

Corte dei Conti: in Gazzetta Ufficiale le Linee Guida per il referto annuale sul funzionamento dei controlli interni per l'esercizio 2014

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della delibera della Corte dei Conti Sezione Autonomie n. 28/2014 in Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18.12.2014

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È stata pubblicate sulla G.U. n. 293 la delibera della Corte dei Conti, Sezione Autonomie n. 28/SEZAUT/2014/INPR contenente le "Linee guida per il referto annuale del sindaco per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e del presidente della provincia sul funzionamento dei controlli interni (art. 148 TUEL) per l'esercizio 2014." La relazione annuale dovrà essere trasmessa alle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti, competenti per territorio, nonché alla Sezione autonomie, entro il 30 aprile 2015. Per scaricare la delibera cliccare su "Accedi al Provvedimento"

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della delibera della Corte dei Conti Sezione Autonomie n. 28/2014 in Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18.12.2014

 
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È stata pubblicate sulla G.U. n. 293 la delibera della Corte dei Conti, Sezione Autonomie n. 28/SEZAUT/2014/INPR contenente le "Linee guida per il referto annuale del sindaco per i comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e del presidente della provincia sul funzionamento dei controlli i ... Continua a leggere

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giovedì 18 dicembre 2014 23:00

ISEE: la circolare dell'INPS sulle prime indicazioni operative per l’applicazione dal 1 gennaio della nuova normativa

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare INPS n. 171 del 18.12.2014

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Con il D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159 è stata introdotta, a far data dal 1 gennaio 2015, una nuova disciplina in materia di ISEE. L'Inps con circolare n. 171 del 18.12.2014 illustra i principi normativi e fornisce le prime indicazioni operative per l’applicazione della nuova normativa relativa all’ISEE. Per scaricare la circolare cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della circolare INPS n. 171 del 18.12.2014

 
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Con il D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159 è stata introdotta, a far data dal 1 gennaio 2015, una nuova disciplina in materia di ISEE. L'Inps con circolare n. 171 del 18.12.2014 illustra i principi normativi e fornisce le prime indicazioni operative per l’applicazione della nuova normativa relativa al ... Continua a leggere

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giovedì 18 dicembre 2014 20:13

Lavoro: disponibile il T.U. aggiornato sulla sicurezza sui luoghi di lavoro

segnalazione del Prof. Stefano Olivieri Pennesi

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È disponibile in modalità on line sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il testo unico, aggiornato al dicembre 2014, sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ai sensi del d.lgs. n. 81/2008. Modificati gli artt. 28 comma 3-bis e 29 comma 3 come previsto dall’art. 13 della Legge 30/10/2014, n. 161, recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea - Legge europea 2013-bis”, pubblicata sulla GU n. 261 del 10/11/2014, entrata in vigore il 25/11/2014; • Sostituito il decreto dirigenziale del 22 gennaio 2014 con il decreto dirigenziale del 29 settembre 2014 riguardante il nono elenco dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11. (avviso pubblicato nella G.U. n.230 del 3 ottobre 2014); • Inserito il Decreto interministeriale 9 settembre 2014 riguardante i modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza, del piano di sicurezza e di coordinamento e del fascicolo dell'opera nonché del piano di sicurezza sostitutivo. (avviso pubblicato nella G.U. n. 212 del 12 settembre 2014). • Inserito il decreto interministeriale 22 luglio 2014 “Disposizioni che si applicano agli spettacoli musicali, cinematografici e teatrali e alle manifestazioni fieristiche tenendo conto delle particolari esigenze connesse allo svolgimento delle relative attività”; • Sostituito il decreto dirigenziale del 31 marzo 2014 con il decreto dirigenziale del 21 luglio 2014 riguardante il quarto elenco dei soggetti abilitati ad effettuare i lavori sotto tensione in sistemi di II e III categoria; • Inseriti gli interpelli dal n. 10 al n. 15 del 11/07/2014, dal n. 16 al n. 23 del 06/10/2014 e dal n. 24 al n. 25 del 04/11/2014.

segnalazione del Prof. Stefano Olivieri Pennesi

 
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È disponibile in modalità on line sul sito istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il testo unico, aggiornato al dicembre 2014, sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, ai sensi del d.lgs. n. 81/2008. Modificati gli artt. 28 comma 3-bis e 29 comma 3 come previsto dal ... Continua a leggere

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domenica 14 dicembre 2014 11:33

Processo Amministrativo: l’adozione di un nuovo atto, che non è meramente confermativo di un provvedimento precedente già oggetto di impugnazione ma costituisce (nuova) espressione di una funzione amministrativa, comporta l'improcedibilità del giudizio in corso

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 5.12.2014

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Nel processo amministrativo l'improcedibilità del ricorso può verificarsi in presenza della sussistenza delle seguenti condizioni: a) il rapporto giuridico sotteso all'impugnato provvedimento è stato oggetto di una nuova regolazione intervenuta in corso di causa e questo ha fatto venir meno gli effetti dell'originario provvedimento; b) l'atto del cui annullamento si discute ha di fatto consumato la sua efficacia, con sostanziale sopravvenuta carenza d'interesse a coltivare l'impugnativa nel caso in cui nessuna concreta utilitas possa derivare alla parte ricorrente dalla decisione di merito del rimedio giurisdizionale proposto (Consiglio di Stato, sez. IV, 29 aprile 2014, n. 2209). L’adozione di un nuovo atto, quando non sia meramente confermativo di un provvedimento precedente già oggetto di impugnazione giurisdizionale ma costituisce (nuova) espressione di una funzione amministrativa, comporta quindi la pronuncia d'improcedibilità del giudizio in corso per sopravvenuta carenza di interesse, trasferendosi l'interesse del ricorrente dall'annullamento dell'atto impugnato, sostituito dal nuovo provvedimento, all’annullamento di quest'ultimo. Va in proposito evidenziato che affinché possa escludersi che un atto sia meramente confermativo del precedente occorre che la sua formulazione sia preceduta da un riesame della situazione che aveva condotto al precedente provvedimento, giacché solo l'esperimento di un ulteriore adempimento istruttorio, sia pure mediante la rivalutazione degli interessi in gioco ed un nuovo esame degli elementi di fatto e diritto caratterizzanti la fattispecie considerata, può dar luogo ad un atto propriamente confermativo, in grado, come tale, di dar vita ad un provvedimento diverso dal precedente e, quindi, suscettibile di autonoma impugnazione. Non è inoltre configurabile l'improcedibilità del ricorso proposto per l’annullamento di un provvedimento giurisdizionale se l'adozione del nuovo atto regolante la fattispecie da parte dell’Amministrazione non è spontanea, ma di mera esecuzione di un provvedimento giurisdizionale, con rilevanza provvisoria, in attesa che una sentenza di merito definitiva accerti se il provvedimento impugnato sia o meno legittimo; invece, nel caso in cui il contenuto di detto provvedimento giurisdizionale sia tanto condiviso dall'Amministrazione da indurla a ritirare il precedente provvedimento, sostituendolo con un nuovo atto, senza attendere il giudicato sul suo prevedibile annullamento, può senz'altro ritenersi che l'autonoma valutazione dell'Amministrazione, adeguatamente motivata, determini la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione avverso l'atto originariamente impugnato (in caso simile: Consiglio di Stato, sez. III, 5 dicembre 2013, n. 5781). In conclusione ogni nuovo provvedimento innovativo e dotato di autonoma efficacia lesiva della sfera giuridica del suo destinatario, anche di conferma propria (che si ha quando la pubblica amministrazione, sulla scorta di una rinnovata istruttoria e sulla base di una nuova motivazione, dimostri di voler confermare la volizione espressa in un precedente provvedimento) ed anche se frutto di un riesame non spontaneo, ma indotto da un provvedimento del giudice amministrativo, che tuttavia rifletta nuove valutazioni dell'Amministrazione e implichi il definitivo superamento di quelle poste a base di un provvedimento impugnato giurisdizionalmente, comporta sopravvenienza di carenza di interesse del ricorrente alla coltivazione del relativo gravame, non potendo esso conseguire alcuna utilità da un eventuale esito favorevole dello stesso (Consiglio di Stato, sez. III, 2 settembre 2013, n. 4358; sez. IV, 25 giugno 2013, n. 3457). Tanto premesso in via generale, va ritenuto, in particolare, che la graduatoria finale emanata nel corso di una procedura selettiva, che abbia implicato nuove ed autonome valutazioni tenendo conto della posizione di tutti i concorrenti, pur appartenendo alla stessa sequenza procedimentale in cui si colloca una precedente graduatoria, ne costituisce l'atto finale implicante nuove ed ulteriori valutazioni di interessi; quindi, nell’ipotesi in cui nel corso del giudizio incardinato per l’impugnazione di una graduatoria relativa ad una procedura selettiva sia stato emanato un nuovo provvedimento finale di approvazione di una rinnovata graduatoria, sulla base di nuove valutazioni e non in mera esecuzione di provvedimenti giurisdizionali, innovativo e dotato di autonoma efficacia lesiva della sfera giuridica della parte che ne è destinataria, la persistenza dell'interesse della parte ricorrente alla decisione di detto giudizio va esclusa, tenuto anche conto delle ulteriori iniziative attivate (o attivabili) da essa parte per ottenere la soddisfazione della pretesa vantata. Per scaricare la sentenza " Clicare su Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Avv. Enrico Michetti della sentenza del Consiglio di Stato Sez. V del 5.12.2014

 
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Nel processo amministrativo l'improcedibilità del ricorso può verificarsi in presenza della sussistenza delle seguenti condizioni: a) il rapporto giuridico sotteso all'impugnato provvedimento è stato oggetto di una nuova regolazione intervenuta in corso di causa e questo ha fatto venir meno gli eff ... Continua a leggere

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domenica 14 dicembre 2014 08:26

Accesso ai documenti e privacy: no al rilascio dei verbali ispettivi contenenti le dichiarazioni del lavoratore poste alla base della sanzione irrogata al datore di lavoro per violazioni nella gestione di rapporti di lavoro

segnalazione del Prof. Stefano Olivieri Pennesi della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI n. 5779/2014

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La Sesta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza in esame esamina la questione sostanziale della controversia, consistente nella legittimità del diniego in quanto basato sul regolamento, n. 757 del 1994, per il quale sono sottratti al diritto di accesso categorie di atti "in relazione all’esigenza di salvaguardare la riservatezza delle persone fisiche, di persone giuridiche…" e, in particolare, "documenti contenenti notizie acquisite nel corso di attività ispettive, quando dalla loro divulgazione possono derivare discriminatorie o indebite pressioni o pregiudizi a carico di lavoratori o di terzi". Al riguardo il Consiglio, all’esito di un approfondimento in materia, ha definito un indirizzo (Cons. Stato, Sez. VI, n. 863 del 2014), che si condivide, per cui l’esigenza della tutela della riservatezza dei lavoratori che hanno reso dichiarazioni in sede ispettiva: a) assume una particolare rilevanza “volta sia a prevenire eventuali ritorsioni o indebite pressioni da parte del datore di lavoro, sia a preservare, in un contesto più ampio, l’interesse generale ad un compiuto controllo della regolare gestione dei rapporti di lavoro”; b) ciò alla luce della normativa costituzionale ed europea (art. 4, 32 e 36 Cost. e art. 8 CEDU), nonché in base all’art. 8 dello Statuto dei lavoratori (legge n. 300 del 1970), per cui si deve ritenere “in via generale prevalente, se non assorbente, la tutela apprestata dall'ordinamento alle esigenze di riservatezza delle suddette dichiarazioni, contenenti dati sensibili la cui divulgazione potrebbe comportare, nei confronti dei lavoratori, azioni discriminatorie o indebite pressioni”; c) non essendo peraltro l’ostensione dei detti documenti indispensabile per curare o difendere gli interessi giuridicamente rilevanti dei datori di lavoro, considerato che la compiuta conoscenza dei fatti e delle allegazioni loro contestati risulta di norma assicurata dal verbale di accertamento relativo alle dette dichiarazioni, ferma la possibilità, in ultima istanza, di ottenere accertamenti istruttori in giudizio; d) costituendo “la prevalenza del diritto alla riservatezza dei lavoratori che hanno reso le dichiarazioni rispetto alla tutela garantita dall’art. 24, comma 7, della legge n. 241 del 1990…un principio generale che, come tale, opera a prescindere dalla circostanza che l’istante sia o meno il datore di lavoro dei soggetti che hanno reso le dichiarazioni”. Per scaricare la sentenza cliccare su "Accedi al Provvedimento".

segnalazione del Prof. Stefano Olivieri Pennesi della sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI n. 5779/2014

 
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La Sesta Sezione del Consiglio di Stato nella sentenza in esame esamina la questione sostanziale della controversia, consistente nella legittimità del diniego in quanto basato sul regolamento, n. 757 del 1994, per il quale sono sottratti al diritto di accesso categorie di atti "in relazione all’esi ... Continua a leggere

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venerdì 12 dicembre 2014 23:36

Imu terreni Agricoli: il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sulla proroga del pagamento al 26 gennaio

segnalazione del Prof. Avv.Enrico Michetti del Comunicato del Consiglio dei Ministri del 12.12.2014

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Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente e dei Ministri dell’Economia e delle Finanze, Pietro Carlo Padoan, delle Politiche Agricole, Forestali e Ambientali, Maurizio Martina e dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Gianini, ha approvato un decreto legge in materia di proroga dei termini di pagamento Imu per i terreni agricoli montani e di rifinanziamento per spese urgenti. Il decreto prevede: uno slittamento dal 16 dicembre 2014 al 26 gennaio 2015 del termini di versamento dell’Imu sui terreni agricoli montani. La norma proposta è diretta ad evitare che i contribuenti siano tenuti a versare l’imposta sulla base di aliquote troppo elevate. È comunque salvaguardata l’applicazione di aliquote deliberate con specifico riferimento ai terreni agricoli. Allo stesso tempo, con la norma proposta, i Comuni accertano convenzionalmente nel bilancio 2014 gli importi a titolo di maggior gettito IMU derivante dalla revisione dei terreni agricoli montani, a fronte della corrispondente riduzione del Fondo di Solidarietà Comunale (FSC) 2014; il rifinanziamento per l’anno 2014 per un importo di 56 milioni di euro del Fondo per le emergenze nazionali; l’autorizzazione di una spesa di 64,1 milioni di euro per l'assegnazione al Ministro dell'Istruzione, dell’università e della ricerca dei fondi per il pagamento delle supplenze brevi per l'anno 2014 prevedendo al contempo un monitoraggio per questo tipo di supplenze. Infine, viene disattivata la clausola di salvaguardia prevista nel d.l. 66 del 2014 che prevedeva l’aumento di accise nel caso il gettito IVA derivante dal pagamento dei debiti arretrati delle Pubbliche amministrazioni risultasse inferiore alle previsioni. Il minor gettito IVA viene compensato utilizzando accantonamenti che la legge di stabilità per il 2014 prevedeva a favore della Pubblica amministrazione.

segnalazione del Prof. Avv.Enrico Michetti del Comunicato del Consiglio dei Ministri del 12.12.2014

 
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